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SCUOLA/ Se quella "Buona" sbatte contro quella reale, rischia di farsi male

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Scene di ordinaria follia, di caos generalizzato di incompetenze professionali e personali diffuse, come quel docente romano che, in 20 anni di malattia psichica, ha affrontato tre ispezioni degli ispettori generali e che nonostante nelle sue classi sia in balia degli alunni, e ogni anno ci siano proteste dei genitori, con i tanti dirigenti che si sono succeduti nelle varie scuole, dove ha prestato servizio, non è mai stato rimosso. Questo docente rimane in cattedra tra sberleffi, cancellini volanti e preparazione disciplinare degli alunni sotto zero, ma anche crescita del senso di impunità. 

Galiano racconta anche di uno scrutinio: "Si doveva decidere se promuovere o bocciare un ragazzino di prima media. Si vota per alzata di mano e si è in parità. C'è confusione, però, così chiedo di rivotare, in silenzio. E lì non si è più in parità: una prof aveva cambiato idea tra un voto e l'altro. In realtà non aveva cambiato idea: alla prima votazione non aveva capito di chi si stesse parlando. In prima media: un'età in cui una bocciatura può cambiarti la vita per sempre. Era distratta". 

Ma vige anche il caos organizzativo e la scuola creativa trionfa ovunque. In Liguria, come in molte altre regioni, va di moda la settimana corta alle superiori. Nella provincia di Genova la decisione è stata presa dagli organi provinciali, che hanno chiuso tutte le scuole al sabato per risparmiare sulle bollette e sul riscaldamento. Se nei licei è tutto ok (o quasi) e si va a scuola dalle 8 alle 14, dal lunedì al venerdì, per un totale di 30 ore, il problema sorge nei tecnici dove il monte orario è di 32 ore. Gli istituti fanno i salti mortali per comprimere gli orari previsti dal curriculum, con lezioni fino alle 13,30 (e oltre) e rientri dalle 14 alle 16. Un'organizzazione oraria che non tiene conto dei ragazzi. Chi è infatti quello studente superman che riesce a star seduto tra i banchi e apprendere dopo 5 ore e 4/5 materie differenti, con la fame che annebbia la mente e debilita il fisico? Un istituto superiore lombardo si è inventato una riduzione d'orario di 5 giorni settimanali apparentemente legale (i giorni di lezione sono ora sotto la soglia legale di 200). Come? Ore di 50 minuti e sdoppiamento della classe nell'unico recupero pomeridiano di 100 minuti settimanale. In questo modo c'è chi approfondisce e chi recupera e così sulla carta quel tempo è considerato doppio e la classe recupera solo apparentemente i 200 minuti persi. Insomma tutti contenti con il sabato libero, ma didattica e apprendimento ridotti. E poi il ricorso alligna, visto che un anno scolastico che non dura 200 giorni non ha validità, per cui i bocciati potrebbero vincere la causa contro la scuola. 



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COMMENTI
24/03/2015 - Gli aneddoti sono gustosi però... (Franco Labella)

Come pezzo di costume credo possa andare, come cronaca della realtà un po' meno. Anche perché bisognerebbe far sapere, per esempio, sia a Castagneto (che lo riporta) che a Galiano che uno scrutinio "in parità" non può accadere. Quando accade che i voti si equivalgono per numero prevale la decisione votata dal Dirigente scolastico o suo delegato. Possibile che due docenti lo ignorino? E cosa scriviamo allora, "lo stupidiario" dei raccoglitori di "stupidiari"? Oppure perchè non mettere in risalto che la settimana corta per ragioni di bilancio non è esattamente supportata da ragioni pedagogiche? Quanto ai docenti non licenziati: ancora una volta non c'entrano carenze normative ma solo la incapacità di applicare le norme esistenti. Per cui i "superpoteri" dei novelli Nembo kid dirigenti scolastici lasciano il tempo che trovano.