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SCUOLA/ Se quella "Buona" sbatte contro quella reale, rischia di farsi male

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All'estero le scuole hanno le mense e i ragazzi stanno a scuola di più, con orari certamente più umani, con luoghi per lo studio e per lo sport. Va bene, siamo in Italia, con la maggior parte degli edifici scolastici angusti. Risalgono al secolo scorso, addirittura all'Ottocento, sono pieni di danni per la scarsissima manutenzione,  ma almeno non si neghi un tempo scuola più umano agli studenti. 

Sulla  pagina Facebook del prof Galiano, dopo l'articolo, la ridda delle reazioni di genitori e colleghi. Una sorta di spaccato che potrebbe emergere da una consultazione libera, non quelle ingessate e istituzionali di stampo ministeriale. Ecco alcuni commenti: «Il punto è questo: ci sono in giro molti prof. che non dovrebbero fare i prof». Un giudizio realista, che oltre ai bravissimi docenti, mette in evidenza la scarsa selezione del personale docente. Tra questi quella che precisa: «Io voglio essere controllata. E gentilmente controllino anche quella che semina errori nelle teste degli alunni, quella che scrive al cellulare durante la lezione, quella che li molla lì e va a bersi il caffè. Quella la pagano come me…», oppure «il problema secondo me è che non esiste un sistema — oggettivo, efficiente e condiviso — di monitoraggio e valutazione professionale, che consenta a chi è motivato, preparato e capace, di poter crescere professionalmente e continuare il buon lavoro. E che obblighi chi non è motivato, né preparato, né in grado di essere efficiente e di migliorare, a cambiare impiego. Come avviene invece in quasi tutti i settori». E infine l'evidenza più palese: «Contesto il fatto di non sentirsi giudicati e controllati, perché in realtà si è controllati e giudicati ogni istante dai propri alunni, oltre che dai loro genitori». 

Intanto prende forma la buona scuola di Renzi, il dirigente avrà anche poteri più ampi, l'organico funzionale darà un po' di respiro alle scuole, saranno assunti 100mila precari. Si riuscirà a cambiare passo? Non c'è bisogno di "ben altro", c'è solo bisogno di qualcuno che guardi alla scuola vera.

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COMMENTI
24/03/2015 - Gli aneddoti sono gustosi però... (Franco Labella)

Come pezzo di costume credo possa andare, come cronaca della realtà un po' meno. Anche perché bisognerebbe far sapere, per esempio, sia a Castagneto (che lo riporta) che a Galiano che uno scrutinio "in parità" non può accadere. Quando accade che i voti si equivalgono per numero prevale la decisione votata dal Dirigente scolastico o suo delegato. Possibile che due docenti lo ignorino? E cosa scriviamo allora, "lo stupidiario" dei raccoglitori di "stupidiari"? Oppure perchè non mettere in risalto che la settimana corta per ragioni di bilancio non è esattamente supportata da ragioni pedagogiche? Quanto ai docenti non licenziati: ancora una volta non c'entrano carenze normative ma solo la incapacità di applicare le norme esistenti. Per cui i "superpoteri" dei novelli Nembo kid dirigenti scolastici lasciano il tempo che trovano.