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SCUOLA/ Un "patto" in classe tra Dante, Michelangelo e Mozart

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Michelangelo, Giudizio Universale, particolare (1536-41) (Immagine dal web)  Michelangelo, Giudizio Universale, particolare (1536-41) (Immagine dal web)

Fortunatamente, la classe aveva già studiato la Cappella Sistina con l'insegnante di arte; così ciascuno si è trovato a suo agio di fronte alla Creazione dell'uomo e al Giudizio Universale, messici a disposizione dalla splendida webcam del Vaticano. In particolare, oltre alla presenza di Caronte e Minosse, a noi noti dai primi canti dell'Inferno, abbiamo osservato la possanza del corpo michelangiolesco, l'enfasi posta sulla fisicità di quei corpi eterni.

Di Mozart abbiamo ascoltato il Dies irae e Lacrimosa dies illa (precisando, tra l'altro, che il testo del Requiem è attribuito a un autore medievale, Tommaso da Celano). Non so quasi nulla di musica, però ricordo bene quel che il mio insegnante al liceo faceva osservare: la veemenza del primo movimento; e la resa, musicalmente perfetta, della frase del movimento successivo: "Giorno di pianto quello in cui risorgerà tra le faville il colpevole, per essere giudicato", dove la musica fa proprio sentire il rialzarsi del corpo.

Abbiamo poi osservato che, tanto le figure di Michelangelo quanto le note Mozart esprimono gli stessi elementi e le azioni delle parole di Dante: il ridestarsi delle anime, il "suon de l'angelica tromba", quando "ciascun ripiglierà sua carne e sua figura".

Non posso sapere quanto sia passato ai miei studenti di questa lezione. Però ho visto alcuni loro sguardi coinvolti nel guardare e nel riconoscere, tesi all'ascolto di una musica tanto insolita per molti. Soprattutto, sono certo di avere offerto loro un'ipotesi critica e unitaria di lettura di quanto abbiamo esaminato, indicando un criterio che, lezione dopo lezione, potrà portare i suoi frutti.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/03/2015 - Lezione dopo lezione (Moeller Martin)

I frutti li porta, eccome. Pur se nel corso della vita i Suoi studenti dimenticheranno i dettagli e non sapranno più dire esattamente chi è Caronte o Minosse, non smetteranno mai di essere menti illuminate. Il vero obbiettivo della scuola dovrebbe essere questo.

 
29/03/2015 - Scuola di Didattica (LUISA TAVECCHIA)

Mi sono proprio ritrovata. Come ci sarebbe bisogno di una Scuola di Didattica. Grazie, luisa