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SCUOLA/ Dai precari alle paritarie, le "incognite" sul Cdm da 4 miliardi

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Matteo Renzi e (sullo sfondo) Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione (Infophoto)  Matteo Renzi e (sullo sfondo) Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione (Infophoto)

Precari — Il disegno di legge dovrebbe assumere 134mila nuovi docenti, anche se i numeri originari della Buona Scuola parlano di 148mila o addirittura — stando alle dichiarazioni più recenti — si ipotizza di un maxi reclutamento di 180mila in due tempi. 

Il dato più delicato riguarda i possibili ricorsi, per cui sono introdotti degli indennizzi. Anche qui le cifre non sono certe, ma si è parlato 2,5 mensilità per coloro che hanno lavorato sui posti vacanti tra 3 e 5 anni, 6 mensilità per contratti entro 10 anni e 10 mensilità oltre ai 10 anni di contratti a termine, che si dimezzerebbero per gli assunti in ruolo a settembre 2015; ma le ultime indiscrezioni parlano di un dimezzamento generale per tutti.  Inoltre il nuovo personale viene pescato dalle graduatorie a esaurimento, dalle graduatorie di merito in cui sono presenti anche gli idonei del concorso 2012 e dalle graduatorie d'istituto; a questi ultimi, però, il ruolo verrebbe dato attraverso una riserva nel prossimo concorso ordinario. Dal 2016 si entrerà solo per concorso e già allora, nel triennio 2016-19, in base al turn-over ci dovrebbero essere altri 50mila posti disponibili (altri parlano di 40mila più i 20mila riservati). Le graduatorie dei concorsi e le Gae saranno chiuse il 1° settembre 2015.

Carriera docenti — Sinora il criterio è stato solo quello dell'anzianità, ma a partire dal 2015 a determinare gli scatti stipendiali conterà una terna di elementi: anzianità, merito, funzioni di staff e docenti "mentor". Stipendi e carriera saranno inseriti nel Ccnl dopo un confronto con i sindacati della scuola che dovrebbe anche portare al rinnovo del contratto nazionale entro il prossimo luglio. I nuovi insegnanti, oltre che andare a coprire il potenziamento di certe materie, andranno anche a rimpinguare gli organici in modo che sarà concretamente possibile formare l'organico funzionale, che prevede l'assegnazione del personale non più alla singola scuola, ma ad una rete di istituti con cattedre più numerose e non più ridotte all'osso come ora.  La formazione in servizio diventerà obbligatoria per tutti i docenti, anche ai fini della valutazione per lo sviluppo della carriera.

Valutazione — Verrà poi affidata al nucleo interno di valutazione (Niv) costituito da docenti mentor e di staff, presieduta dal dirigente con funzioni di garanzia e trasparenza. Un organismo già messo in cantiere quest'anno in via sperimentale con il comitato di autovalutazione d'istituto, che entro la fine di febbraio ha avuto il compito di rispondere a un primo questionario, a cui ne seguirà un secondo entro maggio. Sui criteri, fonti del Miur fanno sapere che il 70% della progressione sarà legata al merito, mentre l'anzianità di servizio peserà per il restante 30%.



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