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SCUOLA/ A Brescia studenti e imprese non sono mai stati così "amici"

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Secondo Bonometti, che è intervenuto in qualità di presidente dell'Aib, ma anche in veste di titolare delle Officine meccaniche rezzatesi, il rilancio non può che passare dal settore manifatturiero, fiore all'occhiello dell'economia bresciana e nazionale: "La nostra tradizione industriale — ha affermato Bonometti — fatta di sacrificio e lavoro, oggi, nonostante il perdurare della crisi, continua a dare i suoi frutti". Non c'è crescita senza investimenti, una lezione, questa, che gli imprenditori della Leonessa hanno compreso. Dati alla mano: "Le imprese bresciane stanno investendo più di 500 milioni di euro. Stando a un recente studio — ha rimarcato Bonometti — entro il 2020 l'industria bresciana investirà 2 miliardi e 800 milioni, questo vuol dire che gli imprenditori credono ancora nel futuro dell'impresa". Dati confortanti, questi, che riguardano, oltre alle multinazionali, anche le imprese a conduzione familiare: "Guardando i bilanci del 2013 è aumentata molto la patrimonializzazione, gli imprenditori hanno messo i soldi nelle loro imprese, un fenomeno che non si registrava da tempo".

La globalizzazione ha imposto ritmi frenetici, ma questo non significa che le aziende italiane non possano reggere la sfida lanciata dai mercati: "Il mondo è cambiato — ha detto Bonometti — dobbiamo cambiare anche noi, ma questo i sindacati non l'hanno capito". Una presa di coscienza, un'assunzione di responsabilità, che però coinvolge inevitabilmente anche la politica, sebbene Bonometti riconosca che il Jobs Act abbia introdotto novità positive. L'ammonimento: "Oggi ci sono le condizioni ottimali per sfondare nei mercati, non facciamoci del male…".

In conclusione. Dopo le raccomandazioni alla classe dirigente, Bonometti ha chiamato in causa il mondo accademico: "La fabbrica non è quell'ambiente malsano tratteggiato da taluni professori trinariciuti". Il pessimismo asfissiante che aleggia in Italia non aiuta, così come non aiuta l'eterno piangersi addosso. Ne è convinto Bonometti: "Chi si laurea in ingegneria in Italia è più competente di chi si laurea in altri Paesi, così anche i nostri operai che, quando li porti in giro per il mondo, sono un esempio, un'eccellenza, quindi piantiamola con queste continue riforme".  Va tutto bene? Non proprio: "Bisogna rimboccarsi le maniche" ha chiosato il presidente di Aib. Anche in ambito educativo c'è la necessità di un maggiore sforzo: "Bisogna diffondere nelle scuole la cultura d'impresa, la cultura della competizione d'impresa".

Da Brescia alle colline orobiche, per le aziende, dell'automotive e non solo, le opportunità sono tante, basta saperle cogliere, come testimonia il racconto del successo imprenditoriale e familiare di Pierino Persico, presidente della Persico Spa. Dal "sottoscala" alla Mercedes, fino a Luna Rossa: è questa la parabola dell'uomo che, grazie alla tenacia e alla fiducia nei propri operai, ha saputo raggiungere risultati di rilievo: "Ho un'azienda di tecnici appassionati al loro lavoro — ha commentato Persico — grazie a loro posso andare avanti". Maestranze competenti, ma non solo, Persico è infatti uno dei pochi imprenditori che hanno saputo rinnovarsi, cambiare, stando al passo con i mutamenti del mercato: "Io non ho mai finito di imparare" ha affermato l'imprenditore. 



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