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SCUOLA/ A Brescia studenti e imprese non sono mai stati così "amici"

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Rispetto al passato Persico ha sottolineato la facilità con la quale si poteva accedere al lavoro attraverso l'apprendistato che, rispetto a oggi, "alle aziende costava meno e non prevedeva il carico burocratico odierno. Durante le vacanze, per 25 anni — sono sempre parole di Persico — ho assunto nei mesi estivi i figli dei miei dipendenti". Oggi un approccio di questo tipo al mondo del lavoro è impossibile da concepire e anche l'apprendistato, nonostante gli sgravi introdotti, per molti giovani resta ancora una chimera. Nasce quindi l'esigenza di un colpo di reni da parte della totalità, nessuna categoria esclusa, della popolazione: "Se in Italia — ha affermato Persico — pedaliamo tutti con affiatamento possiamo farcela".

La conclusione della serata non poteva che essere affidata a una voce critica, quella del giornalista di Radio 24 Oscar Giannino: "In questo Paese i politici non hanno imparato a capire le vocazioni, i radicamenti territoriali, le specializzazioni. Bisogna saper rispondere alle richieste del mercato e, nonostante tutto, noi continuiamo ad avere le capacità per farlo". Specializzazioni e radicamento sono questioni note agli imprenditori, per necessità, ma anche per passione: "I politici non le conoscono — ha sottolineato Giannino — perché nella sfera pubblica non c'è passione". All'assenza di "passione", da parte dello Stato, si affianca l'incapacità del pubblico di porsi come intermediario fra la domanda e l'offerta di lavoro. In Germania il 70% della formazione tecnica è fatta con le imprese: "Il pubblico si limita a gestire l'accreditamento dei soggetti, ma accetta l'idea che le grandi agenzie private di intermediazione del lavoro siano a pari titolo. Le agenzie si giudicano a seconda del miglior risultato, da qui l'accreditamento pubblico, o meno, per l'anno o il biennio successivo" ha ricordato Giannino. Se anche in Italia fosse attuata tale politica si otterrebbe "una straordinaria efficacia nell'intermediazione fra domanda e offerta". Sul fronte della formazione l'opinione di Giannino è chiara: "L'idea che deve prevalere è la costruzione di un percorso costruito insieme alle imprese, consentendo a quelle che ci credono di investire". 

In Germania il sistema è questo, ma in Italia gli studenti devono affrontare tutt'altra realtà. I ragazzi devono quindi rassegnarsi a tale stato di cose? "Al declino non bisogna arrendersi" ha affermato il giornalista. Un invito che Brescia, terra del Beato Giuseppe Tovini, non farà cadere nel vuoto, soprattutto perché in gioco c'è il futuro, non solo educativo, dei suoi giovani.

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