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SCUOLA/ Parità, una questione di "sinistra" (e le Regioni insegnano...)

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Si tratta di 334 scuole dell'infanzia, per un totale di 18mila bambini, per cui sono stati stanziati 2 milioni di euro da utilizzare per il buono scuola. Gli effetti sono assolutamente interessanti, poiché la misura ha permesso di erogare 450 euro in media di buono scuola a 4mila famiglie, a fronte di una retta media mensile di 110 euro. 

Il provvedimento, poi, appare particolarmente attento alle famiglie più bisognose, come si può notare dalla ripartizione in base all'Isee: a) con Isee fino a euro 17.999,99 un contributo fino a un massimo di euro 100,00 mensili per bambino frequentante; b) con Isee da euro 18.000 a euro 23.999,99 un contributo fino a un massimo di euro 50 mensili per bambino frequentante; c) con Isee da euro 24.000 a euro 30.000 un contributo fino a un massimo di euro 30 mensili per bambino frequentante. 

Stato centrale e Regioni, insieme, possono concorrere a far sì che ogni famiglia, anche quella che ha davvero mezzi economici esigui (non gli incapienti che appaiono tali solo perché non dichiarano il reddito…) possa scegliere per i propri figli la scuola che desidera. 

Si tratta di strumenti ancora parziali e migliorabili, che però risultano particolarmente importanti anche per sancire quella svolta culturale di cui c'è massima urgenza; come ha dichiarato Berlinguer a Repubblica lo scorso 3 marzo, "…è davvero arrivato il tempo di chiudere questo conflitto del Novecento: scuole statali contro private. Non esiste, non è più tra noi, ci ha fatto perdere tempo e risorse!". Speriamo sia la volta buona.



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COMMENTI
06/03/2015 - La via maestra (Franco Labella)

Ma se la questione, come scrive Lepore, è prendere atto che sono cambiate significative posizioni verso il tema del finanziamento delle scuole paritarie non si capisce perchè non si segua la via maestra e cioè la modifica dell'art. 33 della Costituzione. Qual è l'impedimento? Il timore di un eventuale referendum confermativo?