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SCUOLA/ Quei politici così "aperti" che oppongono ancora pubblico e privato

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Alfonso Corbella, architetto, presidente della Cooperativa Dedalo Onlus che gestisce istituti scolastici a Como e Roma, in qualità di membro del consiglio direttivo ha rappresentato CdO Opere Educative - Foe alle audizioni parlamentari sul Ddl "Buona Scuola", durante le quali sono state ascoltate anche le associazioni di scuole paritarie. A lui abbiamo chiesto di raccontarci quali impressioni ne ha ricevuto e quali prospettive, a suo giudizio, si aprono.

Corbella, le sue impressioni?
Non so se saranno rispettati i tempi che il Governo ha ipotizzato. Comunque mi pare che ci sia un buon clima di lavoro, sicuramente costruttivo. Dirò di più: mi pare che il clima generale stia cambiando.

In che senso?
Diversi episodi accaduti durante la giornata mi hanno confermato che al di là delle ideologie e delle diverse posizioni inizia a fare capolino la percezione che ci sono di mezzo i nostri figli e il loro futuro, e che una questione importante come quella della scuola non può più essere affrontata a colpi di slogan.

Può raccontarci qualcuno di questi episodi?
La nostra audizione (in data 8 aprile, ndr) è slittata di orario a causa di una votazione parlamentare, ma non tutto il male viene per nuocere; infatti, per questo motivo abbiamo avuto la possibilità di seguire in collegamento audio-video le audizioni  dei rappresentanti dei dirigenti scolastici (Anp) e del personale Ata. Pare strano, ma la consapevolezza di un cambio di passo sembra cresciuta più fra i politici che nel mondo stesso della scuola.

Perché?
Le associazioni in questione hanno molto insistito su esigenze di categoria, come ad esempio la giusta necessità, per il personale amministrativo, di essere adeguatamente supportato nelle rapide trasformazioni che avvengono nel settore (per esempio tutta la questione della fatturazione elettronica nelle Pa) e su quanto, al riguardo, prevede il documento della Buona Scuola; oppure la richiesta da parte dei presidi, più discutibile, di passaggio da dirigenti Miur a dirigenti pubblici, che comporterebbe anche un incremento salariale molto consistente… Al di là di queste istanze più o meno legittime, però, non si è andati. E' stato così evidente questo, che, dopo gli interventi delle associazioni, una parlamentare Pd ha chiesto come mai in 50 minuti di presentazione dei documenti non fossero stati menzionati gli alunni, che pure sono lo scopo della scuola.

Cos'altro ha visto che può documentare il cambiamento che dice?
I parlamentari 5 Stelle e Sel, che in genere fanno opposizione ideologica a prescindere, sembrano realmente interessati a entrare nel merito delle questioni, chiedendo alla presidenza un ordine dei lavori che renda possibile affrontarle. E anche la discussione tra membri del Pd, Sel e M5S è animata, ma con la volontà di capire di che cosa si tratta e qual è la posta in gioco.

Quindi… 



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COMMENTI
10/04/2015 - Achtung Facta (Luigi) manent! (Carlo Cerofolini)

Chi sull’argomento bonus scuola nutre fiducia forse sarebbe bene si ricordasse – fatte le debite proporzioni e seppur riferito ad altro contesto – che sempre Facta (Luigi) manent!