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SCUOLA/ "Mia figlia, 9 anni, muta selettiva"

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Ho cercato di rafforzare il legame con la compagna del cuore, con cui si sente a proprio agio e ho allargato sempre più il "giro" di amichetti, scambiando inviti e spiegando ai genitori, così da non creare eccessive aspettative intorno a lei. 

Ho imparato a non sentirmi a disagio quando lei non parla, e non sforzarla. Non rispondo più al posto suo quando qualcuno scioccamente le domanda "ti hanno mangiato la lingua?". Le ho posto piccole sfide quotidiane: "vuoi le figurine? Vai a comprarle nel negozio, io ti aspetto fuori". In assoluta tranquillità, ho capito che se le abbasso l'ansia, non caricandola ulteriormente ma sdrammatizzando, lei ce la può fare. Ho minimizzato il mutismo, davanti a lei.

L'ho portata al gattile comunale del paese che lei ama tanto, facendo circa 380 chilometri, per regalarle una micetta romagnola. Con lei, per esempio, parla tantissimo.

Al mare l'ho guardata, appena arrivati, e le ho detto: "qua sei libera, non ti conosce nessuno, tra dieci giorni te ne vai, quindi recita, fai l'altra te, metti via la paura. Prova a conoscere le bambine! Dimenticati del mutismo". E lei, incredibilmente, inaspettatamente l'ha fatto. E' salita in piedi sul lettino in spiaggia e ha cercato la sua compagna ideale. Poi si è lanciata e le ha detto: "ciao, vuoi giocare con me?"

E poi, ancora, ha scoperto la sua passione: il pattinaggio artistico su ghiaccio. Ha trovato la sua dimensione, quello che la fa stare bene, sentire fortissima, imbattibile, valida. "Io sono brava, lo vedi? E posso fare qualsiasi cosa. Se riesco a fare questo, posso anche parlare" sembra dire mentre sorride al suo allenatore.

E' stata seguita da una brava logopedista per un paio di anni e ora, indirizzata da AIMuSe, mi sono affidata a una valida psicologa dell'età evolutiva con cui mia figlia ha immediatamente stabilito un contatto verbale e affettivo. La dottoressa sta riuscendo a creare una collaborazione con insegnanti e dirigente scolastica e sta aiutando a comprendere come indirizzare l'attività scolastica e migliorare l'approccio di mia figlia con la scuola e la classe. La difficoltà maggiore che incontriamo, a parte il marcato disagio di mia figlia in classe e il suo silenzio che viene interrotto da poche parole (a volte fiumi ma sono casi eccezionali), sono i problemi di valutazione orale collegati al suo silenzio. 

In questi anni in cui mi sono avvicinata al mutismo selettivo, ho avvicinato molte persone, raccolto tante testimonianze, curato un libro e imparato molte cose.

La prima è che sembra essere un disturbo raro ed invece non lo è: i bambini muti continuano ad aumentare, forse perché i ritmi della società in cui viviamo e della scuola sono incalzanti, troppo perché i nostri figli riescano ad adeguarsi, o forse semplicemente perché, iniziando ad essere riconosciuto, il mutismo selettivo non è più confuso con altri disturbi. 



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