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SCUOLA/ Autovalutazione, lo "specchio" necessario

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Il lavoro che le scuole sono chiamate a fare è molto interessante, chiede di rendere esplicito e fondato, non arbitrario, quello che implicitamente si dovrebbe già fare: guardare indietro,(individuare i punti di forza e di debolezza); guardare avanti (individuare minacce e possibilità); selezionare le priorità strategiche cercando di capire quanto siano interessanti e fattibili, decidere  che obiettivi vale la pena scartare e che obiettivi, invece, vale la pena porsi, anche in termini di processo, per dare più opportunità agli studenti che le frequentano.

I dati che le scuole avranno a disposizione con l'apertura della piattaforma, ad aprile, possono diventare una base essenziale per farsi delle domande e lavorare per obiettivi comuni stabilendo delle priorità.

Solo un esempio legato alla mia esperienza personale. Quattro anni fa arrivano i risultati delle prove  Invalsi del mio liceo. Quelli delle sezioni di linguistico, in matematica, sono sotto la media, mentre quelli dello scientifico sono estremamente positivi. Pongo il problema in collegio dei docenti. "E' scontato, le ragazze che si iscrivono al linguistico non hanno voglia di studiare la matematica. Per questo vanno male", è la prima reazione. Inizia una discussione in cui emerge in modo chiaro che  non possiamo essere noi i primi a pensare che ci siano dei ragazzi che possono permettersi di uscire dal liceo senza acquisire alcune competenze essenziali per poter proseguire gli studi. Ci diamo dunque un traguardo preciso: cambiare il modo in cui vengono considerate le materie scientifiche al linguistico. Da quel momento abbiamo fatto delle scelte conseguenti: i coordinatori di classe, i docenti di italiano e di lingue straniere non hanno mai perso l'occasione per sottolineare l'importanza dello studio della matematica, dando la priorità al lavoro svolto in quella disciplina. La responsabile del dipartimento di matematica, la docente con più esperienza, ha accettato di  insegnare in una prima linguistico per provare ad impostare in modo diverso la materia. Abbiamo costruito l'orario per avere delle ore di matematica in parallelo per poter consentire delle lezioni per gruppi di livello, dopo aver fatto delle prove d'ingresso comuni. Abbiamo chiesto ai ragazzi più bravi dello scientifico di fare lezioni di recupero ai compagni del linguistico. In tre anni, a condizioni date, con la stessa tipologia di ragazzi "allergici alla matematica", abbiamo avuto alcuni esiti positivi: i dati Invalsi sono migliorati ed il clima durante le ore di materie scientifiche non è più lo stesso.

Il rapporto di autovalutazione può aiutare a fare riflessioni come queste su di un set di indicatori molto più ampio. Era quello che avrei voluto avere a disposizione quando nel 2008 abbiamo costruito il bilancio di missione della nostra scuola ed abbiamo "perso" un anno, per reperire delle informazioni che aiutassero a capire, in un paragone, "il valore" del nostro lavoro.

Per questo è prezioso poter accedere ad una piattaforma in cui sono disponibili tanti dati. Siamo all'inizio, e quando dal prossimo anno verranno inseriti anche i risultati dei questionari di percezione studenti, genitori ed insegnanti, il quadro sarà ancora più completo. 



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