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SCUOLA/ Autovalutazione, lo "specchio" necessario

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In conclusione penso che la sfida della valutazione vada colta senza titubanza, perché può aiutare a raggiungere una maggior chiarezza sui motivi per cui fa scuola, costringendo dirigenti ed insegnanti ad entrare in merito a scelte, strumenti, metodi. Se questo è vero per le scuole statali, è ancor più vero per le scuole paritarie. Spesso ci si lamenta perché i genitori non capiscono il valore della proposta educativa che le scuole fanno. Ma per quale ragione, in tempi di crisi, le famiglie  dovrebbero pagare una retta quando nella scuola statale, a pochi metri di distanza, non è richiesta alcun tipo di spesa? Non si può dare nulla per scontato. Lo scopo della scuola è la crescita umana, culturale e professionale degli studenti che la frequentano. Chiediamoci quindi: qual è il tratto distintivo in cui lo fa la nostra scuola? Qual è il nostro valore aggiunto? In che modo rispondiamo  ora a quel che i ragazzi chiedono per poter prendere il largo nel mare della propria esistenza? 

In un colloquio con alcuni gestori di scuole paritarie, Julián Carrón (30 settembre 2014) aveva individuato bene la questione: "Noi non possiamo avere venti scopi allo stesso tempo per una scuola. Una scuola paritaria deve trovare una chiarezza nello scopo e negli strumenti per portarlo avanti. Uno può cercare un luogo protettivo perché nella situazione in cui siamo i ragazzi si trovino  meno in difficoltà o siano meno a rischio, questo lo capisco; ma se i ragazzi li isoliamo e allo stesso tempo non li prepariamo per vivere nel reale, non so quanto tempo possiamo tenerli nell'ovile. Le  sfide che dovete affrontare dipendono dalla certezza che avete nella proposta educativa che fate, mostrando ai genitori che essa ha una densità, una capacità di incidere sui ragazzi tale che possano consentirgli di vivere nel reale, nell'ambiente... Se le vostre  scuole, le nostre famiglie, le nostre realtà non sono in grado di generare giovani, che poi saranno adulti, pronti a vivere in questa nuova situazione globale in cui ci troviamo a vivere, io mi domando se stiamo raggiungendo lo scopo… La sfida è generare persone che possano vivere con una consistenza propria in qualsiasi luogo del mondo".



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