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SCUOLA/ Lo sciopero del 5 maggio? Prova che quella di Renzi è una vera riforma (per ora)

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Susanna Camusso con Stefano Fassina (Infophoto)  Susanna Camusso con Stefano Fassina (Infophoto)

E', d'altronde, lo stesso schema culturale che ispira la critica alle riforme elettorali e istituzionali: no ad un uomo solo al comando. In questo i sindacati partecipano della cultura politica diffusa del Paese, per la quale la democrazia consiste nel rappresentare, non nello scegliere, non nel decidere, non nell'assumersi il rischio della responsabilità, non nel pagarne i prezzi. 

Quanto all'imputazione alla scuola pubblica di non essere in grado di abolire le diseguaglianze, ma di confermarle, il rimprovero è centrato. Ma non c'è neppure un abbozzo di tentativo di comprensione delle cause, che vengono cercate, come le chiavi dall'ubriaco, soltanto sotto il lampione. Un approccio più intelligente permetterebbe di scoprire che le cause stanno nell'egualitarismo burocratico con cui ogni ragazzo viene accolto nella scuola, sotto il quale si occultano le diseguaglianze reali all'ingresso. Solo un approccio pedagogico e didattico personalizzato, solo una comunità professionale educante, solo la flessibilità nel percorrere il curriculum, solo la rottura del taylorismo proto-industriale potrebbero permettere di trattare ciascuno come una persona e non come il cittadino medio che non si dà in natura. Sì, la scuola deve essere "di tutti". Ma per esserlo, deve essere "di ciascuno". Parola del citatissimo don Milani. Difendere la scuola statale così com'è e rimproverarle di essere disegualitaria è un'evidente doppiezza. 

Quanto al ricorrente pericolo della privatizzazione della scuola statale, non se ne vede traccia. Ma qui cozziamo contro il rifiuto ottuso di prendere atto del nuovo Titolo V della Costituzione, per il quale lo Stato non coincide con la Repubblica, ne è solo una parte,  e pertanto "pubblico" è concetto più largo e più profondo di "statale". E contro la legge n. 62 del 2000, che riconosce il carattere pubblico alle scuole private, che rispettino determinati parametri. E' "aziendalismo" organizzare le risorse umane e finanziarie di una scuola secondo criteri di efficienza e di efficacia e valutare gli esiti? L'azienda ha quale intransigente "giudice a Berlino" il mercato dei consumatori; la scuola ha o dovrebbe avere un severo sistema statale di valutazione esterna. Che però viene respinta. 

In nessun Paese al mondo il sindacato pretende di cogestire l'istituzione scolastica. Si pone quale difensore degli interessi della forza-lavoro. E poiché gli interessi dei lavoratori non necessariamente coincidono con quelli dei ragazzi, delle famiglie, del Paese, tocca ai governi comporre i conflitti tra interessi tutti legittimi, in nome di un Bene comune. In Italia, invece, il sindacato è fermamente ancorato alla cultura prevalente della prima repubblica: difendere, legittimamente, interessi di parte, ma pretendere di farne l'asse culturale-politico-organizzativo dell'istituzione scolastica. Il che è tipico di ogni corporazione del Paese: elevare il proprio interesse a interesse-bene comune del Paese. 

Di qui la natura impropriamente politica dello sciopero. Non è compito dei sindacati definire cosa deve essere l'istituzione scolastica né, tampoco, governarla. Devono solo fare il proprio mestiere: difendere gli interessi dei loro tesserati.



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COMMENTI
24/04/2015 - la selezione dei DS (Claudio Cereda)

Due considerazioni: 1) come in tutti i concorsi, man mano che la selezione procede, il numero di persone molto in gamba che incontri aumenta (percentuale non totalità). 2) credo che la prospettiva di carriera dei docenti si debba concretizzare in due tipologie di supporto al DS sul versante della didattica e della organizzazione e che questo sia un prerequisito indispensabile per l'accesso al concorso. Le prove selettive sono indispensabili ma deve esserci anche un prima e un dopo.

 
21/04/2015 - sciopero (roberto castenetto)

Non mi entusiasma lo sciopero del 5 maggio ed è stato patetico l'annuncio dello stesso, a Roma, in una piazza di apparati sindacali. Ma non mi entusiasma nemmeno la buona scuola di Renzi, anche perché finora nessuno ha capito che cosa sia: un cantiere aperto senza progetti, in cui inserire continuamente varianti d'opera? E i dirigenti, che ora dovrebbero avere tutto il "potere", come sono stati selezionati e da chi sarebbero valutati? Possibile che si debba essere condannati a scegliere tra l'assemblearismo e il ducismo? Nel frattempo crolla tutto e la penisola, spopolata per carenza di italici, viene invasa dai nuovi "barbari".

 
21/04/2015 - As-sem-ble-à, as-sem-ble-à! (Sergio Palazzi)

Bene Cominelli e bene Cereda. Stavamo riflettendo in questo periodo, con un paio di colleghi che non rifiutano di usare la propria testa, sull'anacronismo (ed è già buona) dei Collegi dei Docenti, che tendono ad assumersi anche spazi che la legge non si sogna di attribuirgli, oltre ai molti che già hanno. Come se non fosse evidente a tutti che in una qualunque riunione assembleare, che delibera a maggioranza su se stessa (conflitto di interessi?), molto spesso per stanchezza e fretta di correre dai pargoli, è ben difficile che possano passare proposte innovative ed anticonformiste, qualsiasi esse siano. Semmai, il regno dei muri di gomma... E il povero Consiglio d'Istituto, che cerca una propria identità - se la cerca - costretto tra il quieta non movere e le casse vuote. Che poi tanti fra i DS, non essendo stati valutati e scelti per avere mente aperta e senso di responsabilità nelle scelte, non siano i più adatti a manifestare né l'uno né l'altra, è un bel problema. Però da qualche parte bisogna cominciare.

 
21/04/2015 - ma la scuola è quella dei social media? (Claudio Cereda)

Sono seriamente preoccupato nel vedere la sequela di proteste, improperi e semplificazioni che compaiono contro il ddl Giannini. Mi colpiscono in particolare 1) l'astio nei confronti dei segnali di aumento di potere e responsabilità dei DS 2) la riscoperta acritica di Collegio docenti e CDI come se in questi anni non se ne fossero evidenziati limiti e incapacità sia progettuale sia di assunzione di responsabilità 3) è come se le discussioni di questi anni in ordine ad una governance efficace non siano mai esistite 4) ritornano le giaculatorie in difesa della scuola pubblica (statale) come se la problematica degli stake holders fosse solo il segno delle mire confindustriali 5) i timidi segnali in ordine all'organico funzionale sono considerati aperture al clientelismo. Ma i Collegi con cui ho lavorato in questi anni non erano così. Cosa sta succedendo?

 
21/04/2015 - BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” (2/2) (Vincenzo Pascuzzi)

Peraltro l’appoggio esplicito della Cgil allo sciopero da una parte conforta e rincuora, dall’altra induce a cautela e causa interrogativi. Infatti ci sono stati ritardi e dubbi sulla adesione allo sciopero, sono stati gli studenti dell’UdS, la Gilda e alcune RSU della Flc a incalzare le Confederazioni, non si conosce (almeno non è pubblico) il tipo di accordo intervenuto tra Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, non si conoscono propositi e programmi per il dopo 5 e 12 maggio. Cosa farà il quintetto dei sindacati “rappresentativi” se Renzi non modifica il suo programma? Si accontenteranno di qualche emendamento marginale per decretare “tutti a casa” felici e contenti? Oppure? Al momento, solo Gilda ha ipotizzato il blocco degli scrutini. Sarebbe bene che anche Cgil, Cisl, Uil, Snals si pronunciassero e insieme prendessero impegni precisi. ------- Lo sciopero del 5 maggio? Prova che quella di Renzi è una vera riforma (per ora) http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2015/4/21/SCUOLA-Lo-sciopero-del-5-maggio-Prova-che-quella-di-Renzi-e-una-vera-riforma-per-ora-/601675/ Il mistero Stefania Giannini, avulsa e confusa, che resterà la ministra “basita” http://www.ilfoglio.it/politica/2015/04/16/il-mistero-stefania-giannini-avulsa-e-confusa-che-rester-la-ministra-basita___1-v-127839-rubriche_c689.htm Manifestazione scuola: blocco scrutini dopo sciopero 5 maggio http://www.gildains.it/news/ultima1.asp

 
21/04/2015 - BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” (1/2) (Vincenzo Pascuzzi)

BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” DOPO LO SCIOPERO UNITARIO DI MAGGIO? “L'appoggio che la Camusso ha dato all'intera operazione fornisce una prova ulteriore circa la natura politica dello sciopero. ‘Politica’ vuol dire che il bersaglio è il governo Renzi in quanto tale, non il ministro Giannini”, (v. Giovanni Cominelli - ilsussidiario.net). Certo che è così, ma Renzi se l’è cercata lui! Impuntandosi sul ddl “buona scuola” e forse sotto-valutando l’ampiezza, la consistenza e la determinazione delle reazioni causate dalla sua riforma sconclusionata, senz’anima e peggiorativa. Renzi ha da tempo esautorato il ministro Giannini: “L’estate scorsa, Giannini era andata al Meeting di Rimini per illustrare le linee guida della riforma della scuola. Ebbene il giorno dopo, il presidente del Consiglio quelle linee guida le ha praticamente riscritte di sana pianta in una riunione in cui c’erano tutti (dai sottosegretari fino agli ultimi deputati della commissione) tranne il ministro titolare” (v. Salvatore Merlo - ilfoglio.it). Renzi a settembre aveva assicurato “non calo la riforma dall’alto” e adesso invece sta frustrando a sangue il Parlamento, ha imposto un ddl più veloce di un decreto-legge, prima dice di non capire i sindacati e poi irride e sbeffeggia lo sciopero, vuole scrivere una lettera ai docenti (sembra qualcosa a metà strada tra il “Contratto con gli Italiani” di B. e la “lettera alla malafemmina” di Totò e Peppino)!

 
21/04/2015 - Genitori, sveglia! (Giuseppe Crippa)

Ci vorrebbe una “marcia dei quarantamila” (genitori) per dare una scossa all’immobile stagno della sedicente “pubblica istruzione”! Quanto vorrei che il prossimo 5 maggio le cattedre lasciate vuote dai docenti venissero riempite da genitori che offrano ai ragazzi, ovviamente presenti, la mattinata di scuola che i docenti negano loro…

 
21/04/2015 - Forse (nicola mastronardi)

Egregio sig. Cominelli lei sa meglio di me che se si sposta un mobile da un ufficio ad un altro di una qualsiasi istituzione statale i sindacati si mobilitano, questo nella scuola si moltiplica per mille, perché è l'apparato più sindacalizzato dello stato quindi basta solo spostare una biro che questo avvenga.