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SCUOLA/ Lo sciopero del 5 maggio? Prova che quella di Renzi è una vera riforma (per ora)

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Susanna Camusso con Stefano Fassina (Infophoto)  Susanna Camusso con Stefano Fassina (Infophoto)

Erano anni che i sindacati della scuola non scendevano uniti in piazza contro qualcuno. Il 30 ottobre del 2008 lo fecero contro Gelmini-Berlusconi. Oggi contro Giannini-Renzi. Alla base dello sciopero del 5 maggio prossimo stanno questioni di contenuto e questioni di procedure legislative. Partendo da queste ultime, il governo ha fatto il pendolo tra decretazione d'urgenza e legiferazione ordinaria via disegno di legge. Nel quale ha concentrato questioni urgenti, quale l'assunzione di 100mila precari a partire da settembre, e una delega di più lungo periodo, riguardante tutti i principali temi di riforma. L'illusione era di arrivare ad approvare il ddl entro aprile-maggio. Ma ai fini dell'assunzione dei 100mila, questi tempi sono ormai troppo ristretti. Così che si torna all'ipotesi originaria: un decreto di assunzione subito, il resto su tempi lunghi. 

Queste oscillazioni hanno generato incertezze e fornito benzina all'opposizione politica e culturale di parte sindacale all'impianto del ddl La Buona Scuola. Così si è formata a poco a poco una vasta coalizione di sigle sindacali e associative, compresa l'Unione degli studenti, che contesta alla radice la consegna della scuola pubblica ai privati — dove "pubblica" significa più ristrettamente "statale" —, l'istituzione di un potere autoritario dei dirigenti scolastici, l'incapacità della scuola di azzerare le diseguaglianze sociali. 

L'appoggio che la Camusso ha dato all'intera operazione fornisce una prova ulteriore circa la natura politica dello sciopero. "Politica" vuol dire che il bersaglio è il governo Renzi in quanto tale, non il ministro Giannini. Questo almeno nelle intenzioni della Cgil e della sua articolazione nella scuola: la Federazione dei lavoratori della conoscenza. La Cisl ha assunto posizioni più tradizionalmente sindacalistiche. Chiede l'assunzione dei precari a settembre, come del resto promesso da Renzi. Benché sotto traccia, stanno confluendo nella giornata di sciopero anche pulsioni anti-Invalsi, visto che martedì 5 maggio è anche la data per la prova preliminare di lettura (II primaria) e di italiano (II e V primaria). 

La piattaforma sindacale è malinconicamente mossa da un'eterna coazione a ripetere. Nessuna riflessione sul curriculum, alla cui dilatazione il sindacato resta interessato, perché porta cattedre-posti di lavoro, anche se ingolfa ancora di più le giovani menti degli alunni, inducendole in tentazioni di fuga. Quanto alla governance, l'autonomia è invocata, ma nella sua versione autogestionaria e assemblearista, dove il comando risiede nel collegio dei docenti. E' il vecchio modello parlamentare dei decreti delegati del 1973/74, nel quale ogni domanda è rappresentata e ogni risposta-decisione rinviata alle calende greche. In questo modello la scuola risponde a se stessa, non ai ragazzi, non alle famiglie. Pertanto, l'idea di caricare i dirigenti di responsabilità decisionali è considerata semplicemente autoritaria ed eversiva. 



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COMMENTI
24/04/2015 - la selezione dei DS (Claudio Cereda)

Due considerazioni: 1) come in tutti i concorsi, man mano che la selezione procede, il numero di persone molto in gamba che incontri aumenta (percentuale non totalità). 2) credo che la prospettiva di carriera dei docenti si debba concretizzare in due tipologie di supporto al DS sul versante della didattica e della organizzazione e che questo sia un prerequisito indispensabile per l'accesso al concorso. Le prove selettive sono indispensabili ma deve esserci anche un prima e un dopo.

 
21/04/2015 - sciopero (roberto castenetto)

Non mi entusiasma lo sciopero del 5 maggio ed è stato patetico l'annuncio dello stesso, a Roma, in una piazza di apparati sindacali. Ma non mi entusiasma nemmeno la buona scuola di Renzi, anche perché finora nessuno ha capito che cosa sia: un cantiere aperto senza progetti, in cui inserire continuamente varianti d'opera? E i dirigenti, che ora dovrebbero avere tutto il "potere", come sono stati selezionati e da chi sarebbero valutati? Possibile che si debba essere condannati a scegliere tra l'assemblearismo e il ducismo? Nel frattempo crolla tutto e la penisola, spopolata per carenza di italici, viene invasa dai nuovi "barbari".

 
21/04/2015 - As-sem-ble-à, as-sem-ble-à! (Sergio Palazzi)

Bene Cominelli e bene Cereda. Stavamo riflettendo in questo periodo, con un paio di colleghi che non rifiutano di usare la propria testa, sull'anacronismo (ed è già buona) dei Collegi dei Docenti, che tendono ad assumersi anche spazi che la legge non si sogna di attribuirgli, oltre ai molti che già hanno. Come se non fosse evidente a tutti che in una qualunque riunione assembleare, che delibera a maggioranza su se stessa (conflitto di interessi?), molto spesso per stanchezza e fretta di correre dai pargoli, è ben difficile che possano passare proposte innovative ed anticonformiste, qualsiasi esse siano. Semmai, il regno dei muri di gomma... E il povero Consiglio d'Istituto, che cerca una propria identità - se la cerca - costretto tra il quieta non movere e le casse vuote. Che poi tanti fra i DS, non essendo stati valutati e scelti per avere mente aperta e senso di responsabilità nelle scelte, non siano i più adatti a manifestare né l'uno né l'altra, è un bel problema. Però da qualche parte bisogna cominciare.

 
21/04/2015 - ma la scuola è quella dei social media? (Claudio Cereda)

Sono seriamente preoccupato nel vedere la sequela di proteste, improperi e semplificazioni che compaiono contro il ddl Giannini. Mi colpiscono in particolare 1) l'astio nei confronti dei segnali di aumento di potere e responsabilità dei DS 2) la riscoperta acritica di Collegio docenti e CDI come se in questi anni non se ne fossero evidenziati limiti e incapacità sia progettuale sia di assunzione di responsabilità 3) è come se le discussioni di questi anni in ordine ad una governance efficace non siano mai esistite 4) ritornano le giaculatorie in difesa della scuola pubblica (statale) come se la problematica degli stake holders fosse solo il segno delle mire confindustriali 5) i timidi segnali in ordine all'organico funzionale sono considerati aperture al clientelismo. Ma i Collegi con cui ho lavorato in questi anni non erano così. Cosa sta succedendo?

 
21/04/2015 - BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” (2/2) (Vincenzo Pascuzzi)

Peraltro l’appoggio esplicito della Cgil allo sciopero da una parte conforta e rincuora, dall’altra induce a cautela e causa interrogativi. Infatti ci sono stati ritardi e dubbi sulla adesione allo sciopero, sono stati gli studenti dell’UdS, la Gilda e alcune RSU della Flc a incalzare le Confederazioni, non si conosce (almeno non è pubblico) il tipo di accordo intervenuto tra Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, non si conoscono propositi e programmi per il dopo 5 e 12 maggio. Cosa farà il quintetto dei sindacati “rappresentativi” se Renzi non modifica il suo programma? Si accontenteranno di qualche emendamento marginale per decretare “tutti a casa” felici e contenti? Oppure? Al momento, solo Gilda ha ipotizzato il blocco degli scrutini. Sarebbe bene che anche Cgil, Cisl, Uil, Snals si pronunciassero e insieme prendessero impegni precisi. ------- Lo sciopero del 5 maggio? Prova che quella di Renzi è una vera riforma (per ora) http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2015/4/21/SCUOLA-Lo-sciopero-del-5-maggio-Prova-che-quella-di-Renzi-e-una-vera-riforma-per-ora-/601675/ Il mistero Stefania Giannini, avulsa e confusa, che resterà la ministra “basita” http://www.ilfoglio.it/politica/2015/04/16/il-mistero-stefania-giannini-avulsa-e-confusa-che-rester-la-ministra-basita___1-v-127839-rubriche_c689.htm Manifestazione scuola: blocco scrutini dopo sciopero 5 maggio http://www.gildains.it/news/ultima1.asp

 
21/04/2015 - BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” (1/2) (Vincenzo Pascuzzi)

BLOCCO SCRUTINI O “TUTTI A CASA” DOPO LO SCIOPERO UNITARIO DI MAGGIO? “L'appoggio che la Camusso ha dato all'intera operazione fornisce una prova ulteriore circa la natura politica dello sciopero. ‘Politica’ vuol dire che il bersaglio è il governo Renzi in quanto tale, non il ministro Giannini”, (v. Giovanni Cominelli - ilsussidiario.net). Certo che è così, ma Renzi se l’è cercata lui! Impuntandosi sul ddl “buona scuola” e forse sotto-valutando l’ampiezza, la consistenza e la determinazione delle reazioni causate dalla sua riforma sconclusionata, senz’anima e peggiorativa. Renzi ha da tempo esautorato il ministro Giannini: “L’estate scorsa, Giannini era andata al Meeting di Rimini per illustrare le linee guida della riforma della scuola. Ebbene il giorno dopo, il presidente del Consiglio quelle linee guida le ha praticamente riscritte di sana pianta in una riunione in cui c’erano tutti (dai sottosegretari fino agli ultimi deputati della commissione) tranne il ministro titolare” (v. Salvatore Merlo - ilfoglio.it). Renzi a settembre aveva assicurato “non calo la riforma dall’alto” e adesso invece sta frustrando a sangue il Parlamento, ha imposto un ddl più veloce di un decreto-legge, prima dice di non capire i sindacati e poi irride e sbeffeggia lo sciopero, vuole scrivere una lettera ai docenti (sembra qualcosa a metà strada tra il “Contratto con gli Italiani” di B. e la “lettera alla malafemmina” di Totò e Peppino)!

 
21/04/2015 - Genitori, sveglia! (Giuseppe Crippa)

Ci vorrebbe una “marcia dei quarantamila” (genitori) per dare una scossa all’immobile stagno della sedicente “pubblica istruzione”! Quanto vorrei che il prossimo 5 maggio le cattedre lasciate vuote dai docenti venissero riempite da genitori che offrano ai ragazzi, ovviamente presenti, la mattinata di scuola che i docenti negano loro…

 
21/04/2015 - Forse (nicola mastronardi)

Egregio sig. Cominelli lei sa meglio di me che se si sposta un mobile da un ufficio ad un altro di una qualsiasi istituzione statale i sindacati si mobilitano, questo nella scuola si moltiplica per mille, perché è l'apparato più sindacalizzato dello stato quindi basta solo spostare una biro che questo avvenga.