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SCUOLA/ Fondi alle paritarie, non c'è nulla da festeggiare

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Come si è detto il decreto è stato firmato solo ieri, ma anche in questo caso ci vorranno mesi per l'erogazione dei fondi. Il vero problema è burocratico funzionale: le istituzioni scolastiche infatti nell'approntare i loro bilanci non hanno mai certezze nella quantità dei fondi e soprattutto nei tempi di erogazione. Il tutto pare affidato al caso o ai tempi sempre incerti del meccanismo ministeriale. 

La lista delle doglianze per le paritarie non è finita. Il progetto della "Buona Scuola", in discussione in Parlamento, prevede una detrazione annuale per famiglia di 76 euro e se la discussione parlamentare non modificherà il meccanismo, questo dato, che pur rappresenta una novità nel panorama statalista dell'istruzione italiana, si configura più come un'elemosina che un vantaggio fiscale. Anche il Jobs Act, con l'abolizione totale del sistema dei contratti a progetto a partire dal 2016, se non verranno varati specifici provvedimenti, creerà difficoltà alla piccole scuole paritarie, in particolare dell'infanzia. Infatti gli insegnamenti speciali, come l'insegnante madrelingua, attività motoria o psicomotricità, atelier, teatro, canto comportano orari molto ridotti, nell'ordine di 8-15, sino a 20 ore al mese, che diventano eccessivamente onerosi se bisognerà optare per i contratti a tempo determinato, o addirittura indeterminato. Nel frattempo le scuole hanno imparato a prendere quello che passa il convento, che quest'anno ha previsto una riduzione dei fondi di un altro 5%, ma è pur sempre meglio l'uovo (ridotto) di oggi, che la gallina di domani.  



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COMMENTI
26/04/2015 - Oneri del Jobs Act (Moeller Martin)

Ma guarda un po', il Jobs Act viene messo sotto accusa perché aumenta i costi del lavoro da chi oltretutto riceve soldi dallo stato. Ma per l'industria, l'artigianato, il commercio ed ogni altra forma di impiego questi aumenti vanno bene e nella 'direzione giusta'. Mi chiedo se certa gente proprio non arriva a vedere oltre il proprio naso.