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SCUOLA/ Leggere per essere più "liberi". Anche in tempo di web

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Sulla portata di questi cambiamenti nell'ambito dei processi educativi è necessario cominciare a prendere in esame la generazione di coloro che oggi hanno un'età intorno ai sei anni, identificabili come generazione digitale, che hanno vissuto e vivono un percorso di apprendimento che li porta cronologicamente prima a confrontarsi con gli schermi, a interagire con adulti di riferimento che utilizzano il computer e navigano su Internet. Questi studenti digitali, che sono dotati precocemente di smartphone e tablet, quando iniziano ad andare a scuola incontrano una modalità di socializzazione e di apprendimento molto diversa, lontana dal loro sapere tecnologico sempre più pratico e dalla loro cultura di auto-apprendimento.

Con riferimento all'estrema pervasività non sempre positiva dei nuovi media e al loro ruolo sulla lettura, dovremmo puntare e sperare sull'effetto auspicato da Groucho Marx, quando afferma: "Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro". 

In questa sfida, la lettura, la cultura e la formazione ci aiutano a capire il mondo e a saper adottare le scelte più adeguate, non le "migliori" in assoluto, ma quelle più razionali, coerenti con il contesto di riferimento, con le risorse disponibili e gli obiettivi da raggiungere. Scelte nelle quali le buone letture, i saggi insegnamenti e l'etica della responsabilità personale e istituzionale debbono assumere un ruolo primario insostituibile, debbono guidare la nostra azione e i nostri comportamenti.

In questa prospettiva, il libro deve "aprire gli occhi" al lettore, poiché come afferma acutamente E.M. Cioran, "Un libro che lascia il lettore uguale a com'era prima di leggerlo è un libro fallito".

Ha ragione Umberto Eco quando sostiene che "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è una immortalità all'indietro!"

Ennio Flaiano ci aiuta a capire il ruolo magico del libro, quando sostiene che "Un libro sogna. Il libro è l'unico oggetto inanimato che possa avere sogni".

In altre parole, la lettura permette di crescere, di raggiungere più alti gradi di libertà, attraverso la cultura e l'acquisizione di senso critico, necessario per assumere decisioni, per rapportarsi agli altri e interagire positivamente, con una modalità collaborativa e di libero confronto.

Vorrei concludere con un'affermazione lapidaria, bellissima e socialmente impegnativa di Gianni Rodari: "Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo".


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Il testo è l'intervento tenuto dall'autore il 23 aprile 2015 nell'ambito di una iniziativa organizzata dall'Unesco a Roma in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore 2015.



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