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SCUOLA/ Presidi, docenti, organico funzionale: tutto quel che manca al ddl

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Matteo Renzi con il ministro Giannini sullo sfondo (Infophoto)  Matteo Renzi con il ministro Giannini sullo sfondo (Infophoto)

Un'ultima questione per quanto riguarda la carriera dei docenti. La questioni dei vicari e dei capi dipartimento va affrontata prendendo il toro per le corna. Se si vuole che il ds faccia bene tutto quanto gli è richiesto bisogna fare in modo che, nell'ambito dell'organico funzionale, siano possibili due prospettive di carriera, una sul versante della didattica e l'altra su quello dell'organizzazione. Chi vi accede sa che, in cambio di una significativa riduzione delle ore frontali in classe e di una quota stipendiale da mettere in busta paga e non nello stipendio accessorio, deve mettere a disposizione una quota del suo tempo che va ben al di là delle 18 ore. Sa anche che questo è il modo per proseguire la carriera facendo il ds. 

In quale azienda l'amministratore delegato che sovrintende a 150 laureati non ha uno staff che lavora per far funzionare la struttura? Invece nell'Italia delle tante parole così non è. Non si tratta di mettere sotto tutela il ds, si tratta al contrario di metterlo in condizioni di lavorare.

Altri pensano che la strada sia invece quella di depotenziarlo perché è un nemico potenziale e parlano di collegio docenti come panacea della nuova scuola. I forum in cui si invita alla mobilitazione sono gli stessi in cui si leggono quesiti come: "quante ore può durare il collegio docenti?"; "Se insegno in un'altra scuola quanti collegi docenti posso saltare?". E non aggiungo altro.

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