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SCUOLA/ Presidi, docenti, organico funzionale: tutto quel che manca al ddl

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Matteo Renzi con il ministro Giannini sullo sfondo (Infophoto)  Matteo Renzi con il ministro Giannini sullo sfondo (Infophoto)

Sono d'accordo con quanto è stato scritto su questo giornale: il tam tam e l'ampiezza di sigle di sindacati e sindacatini che protestano è il segno che, nella scuola, si sta tentando di cambiare.

Sono in pensione da tre anni e dunque, contrariamente allo stile dei miei vecchi articoli, mi manca il polso interno degli stati d'animo e dei problemi. Non mi mancano però la memoria e qualche dato di esperienza. Le questioni che stanno al centro della proposta governativa e cioè autonomia/organico funzionale, ruolo e poteri del dirigente scolastico e governance sono le stesse che nel gruppo scuola del Pd milanese discutevamo tra il 2008 e il 2010. C'erano docenti navigati, ds di area Pd, qualche consigliere regionale e si osservava che il problema della mancanza di politica scolastica del Pd era il sindacato, nel senso che, sul piano nazionale, la linea la dava la Flc-Cgil e finché non si fosse risolto quel problema il partito non avrebbe fatto politica nella scuola. 

Erano gli anni della Gelmini e si facevano i conti per un verso con i tagli di Tremonti e per l'altro con la scelta del governo di affrontare comunque, sulla secondaria superiore, questioni che erano rimaste congelate nella riforma Moratti (alternanza scuola-lavoro, riordino del sistema, valutazione degli alunni, valutazione delle scuole, disciplina del rapporto di lavoro).

Se si prescinde dalla questione dei tagli (in larga misura imposti dall'approssimarsi della grande crisi da cui forse stiamo uscendo solo ora) le proposte della gestione Gelmini furono scelte in larga misura pragmatiche e la mia scelta fu quella di lavorarci dentro. Mi riferisco in particolare al riordino dell'istruzione tecnica, alla didattica/valutazione per competenze e all'alternanza.

Si trattava (e si tratta ancora oggi) di costruire una leadership educativo-gestionale in grado di far muovere il pachiderma-scuola che, lasciato a se stesso, tende ad adagiarsi nel quieto vivere del "si è sempre fatto così". Lavoravo su tante e operavo continue piccole forzature che nel ddl del governo trovano ora un maggior fondamento giuridico.

Vedo che in molti forum sui social network si guarda con terrore al tema della triennalità dei contratti e al superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto per entrare, finalmente, nella logica dell'organico funzionale. Si ripropone la logica del quieto vivere e del posto per sempre. 

Per i ds è già formalmente acquisito, ma non lo è nella sostanza, il fatto di rimanere in una istituzione scolastica per due trienni. Nel primo fotografi l'esistente ed imposti la costruzione di una squadra e una strategia di cambiamento basato sui piccoli passi. Nel secondo lavori su obiettivi più ambiziosi ora che sono noti i punti di forza e quelli di debolezza e, nel nuovo quadro, si lavora anche alla costruzione di un organico funzionale pieno di persone che sanno fare e credono in quel che fanno. 



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