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SCUOLA/ L'assessore: presidi, governance, alternanza, se Renzi copiava era meglio

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Rispetto al ruolo del dirigente scolastico, per ridurre i suoi poteri discrezionali sarebbe stato sufficiente un trasparente sistema di controllo del suo operato e la già prevista valutazione delle sue performance. Invece, non è funzionale alla prevenzione di situazioni di abuso di potere ricorrere a immobilismi preventivi di limitazione di importanti ambiti di intervento del dirigente o affiancargli dei docenti con logiche di cogestione assembleari.

La necessità di procedere con un approccio più sussidiario e meno dirigista dovrebbe informare maggiormente anche la scelta dei docenti dagli albi territoriali. Si tratta senza dubbio di una novità di rilievo, purché non sia gestita con la vecchia logica concorsuale dall'approccio meramente formalista. In questo senso, apprezziamo la modifica, intervenuta nel passaggio in Commissione cultura che prevede il ricorso alle reti di scuole per la chiamata diretta dei docenti. Assieme al Coordinamento delle Regioni, Regione Lombardia ha fortemente richiesto questa modifica perché solo le reti di scuole consentono di aumentare la capacità delle istituzioni, di creare sinergie tra di loro e di essere maggiormente efficaci ed efficienti nel raccordo territoriale e nell'offerta progettuale, soprattutto relativamente alla redazione del piano dell'offerta formativa (Pof) e alla gestione del personale.

Il Pof, infatti, non riguarda solo gli insegnamenti stabiliti dai curricola nazionali, ma anche e soprattutto il potenziamento dell'offerta formativa e delle attività progettuali, quali ad esempio l'interazione con le famiglie ed il territorio, il raccordo con le imprese ed il mondo del lavoro, l'apertura pomeridiana delle scuole, il contrasto della dispersione scolastica, l'inclusione degli studenti stranieri e molti altri aspetti legati ai piani formativi.

Pur denunciando l'assenza di un qualsiasi riferimento ai percorsi di istruzione e formazione regionali con cui si assolve l'obbligo di istruzione e il diritto-dovere, una novità del ddl che invece è condivisibile ed in linea con la legge 53/2003 (riforma Moratti) e con il modello lombardo dell'istruzione e formazione professionale, è l'irrinunciabile necessità di realizzare in concreto il sistema duale, avvicinando le scuole e le imprese, anche prevedendo una generalizzazione dell'alternanza scuola-lavoro e favorendo l'attivazione dell'apprendistato per l'acquisizione di un titolo di studio.

E' necessario anticipare l'incontro delle nuove generazioni con l'esperienza creativa e formativa del lavoro: per troppo tempo la scuola ha teso a sterilizzare l'incontro vivo con le dinamiche del lavoro e delle reti sociali e culturali che lo rendono possibile. Un altro dato che rende conto dell'urgenza con la quale occorre procedere per l'attuazione del sistema duale, riguarda il tasso di disoccupazione giovanile. La disoccupazione, soprattutto tra i più giovani, continua a crescere anche a causa del disallineamento tra le competenze fornite dal sistema di istruzione e formazione e le competenze tecnico professionali ma anche trasversali che oggi sono richieste per promuovere il rilancio dell'impresa e del lavoro in una società altamente complessa.

In questo quadro, una forte alleanza sistemica tra scuola e mondo del lavoro, tra istruzione e formazione professionale, tra cultura generale e competenze specialistiche costituisce condizione imprescindibile per costruire una cultura della formazione e del lavoro.



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COMMENTI
11/05/2015 - Ritorni al passato (nicola mastronardi)

Tutto giusto e chiaro, vorrei solo capire perché la Dott.sa Aprea non ha proposto e fatto tutto quello che dice oggi, a Renzi, quando è stata responsabile delle politiche scolastiche di Forza Italia e nei Governi Berlusconi II e III, dove ha ricoperto l'incarico di sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, o quando è stata rieletta nel 2008 nel PDL con il governo a maggioranza bulgara, il più liberista della repubblica Italiana dove ha ricoperto l’incarico di Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione parlamentare.