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SCUOLA/ Salvare il preside stile-Renzi? Si può, ecco come

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E' in un tale contesto di responsabilità che va ricollocata e consentita anche la contestata possibilità da parte dei ds dell'assunzione diretta dei docenti: negli ultimi emendamenti presentati è previsto che "il dirigente, per la copertura dei posti dell'istituzione scolastica, propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti" facendo riferimento a reti di scuole che concorrono alla scelta dei docenti. E' opportuno che l'individuazione del docente da assumere avvenga da parte di una commissione coordinata dal ds, magari in applicazione di criteri di scelta scelti dall'organo di amministrazione della scuola, anche con modelli di rete tra scuole e, certamente, con caratteristiche di trasparenza ed equità: a) la durata triennale e rinnovabile per ulteriori cicli triennali; b) il conferimento degli incarichi con modalità che valorizzino il curriculum, le esperienze e le competenze professionali, anche attraverso lo svolgimento di colloqui; c) la trasparenza e pubblicità degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti attraverso la pubblicazione sul sito internet dell'istituzione scolastica. 

Esistono oggi, all'interno del Parlamento, anche amici della scuola e della autonomia, persone che hanno capito che è tempo di investire sul capitale umano: parlamentari di diversa estrazione culturale che il mondo della scuola, l'associazionismo scolastico e le rappresentanze sindacali, con atteggiamento di incontro e non di scontro, sono chiamate a sollecitare affinché emergano proposte che non snaturino l'impianto del ddl originario, ma lo sostanzino nell'articolato definitivo, con modalità attuative snelle, trasparenti ed efficaci.



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COMMENTI
12/05/2015 - Lasciate stare i presidi (tommaso decorato)

I presidi hanno già tutto il potere gestionale delle scuole, ma non lo sanno usare (art 25 dlgs 165/2001). Con l'attuale quadro normativo se il dirigente disattente ad una delibera del consiglio d'istituto non succede assolutamente niente. Gli organi collegiali sono di fatto svuotati di ogni potere. Il problema è un altro: si è costruita una figura professionale che presuppone competenze e conoscenze che la stragrande maggioranza dei presidi non ha. La responsabilità maggiore del disastro della scuola italiana sta proprio nell'inefficacia dell'azione dirigenziale, certamente non per carenza di potere e strumenti normativi, ma per incapacità. E' raro trovare DS che usano il contratto di lavoro per la gestione del personale, spesso improvvisano senza alcune esame delle norme. Il problema vero è riformulare la governance della scuola che attualmente è centrata esclusivamente sulla figura del Ds. Non ci vogliono altre leggi fare l'alternanza scuola lavoro, o introdurre la flessibilità dell'orario. Se non c'è esercizio dell'autonomia è solo responsabilità dei DS. Le norme ci sono, bisogna solo utilizzarle. Questa è la realtà. La nomina dei docenti da parte dei DS senza alcun criterio a priori è un ulteriore potere inutile che espone i docenti al clientelismo dei Ds.

 
12/05/2015 - Senza adeguata governance nulla di fatto (FRANCO BIASONI)

Articolo condivisibile completamente ma timido su un punto. Non risponde alla domanda: come fare perché la scuola risponda alla comunità di riferimento? La comunità di riferimento non può che essere composta dai genitori degli alunni che frequentano la scuola. A loro spetta per dettato costituzionale il diritto e il dovere di mantenere, educare ed istruire i figli (art. 30). Occorre però individuare una modalità concreta con cui questa comunità di riferimento esprima l'indirizzo educativo e didattico che vuole dare alla scuola e controlli il suo operato, così che nella scuola tutti siano "accountable", responsabili, a cominciare dal dirigente scolastico. La scuola deve essere governata da un Consiglio di amministrazione eletto dai genitori ma non formato da genitori della scuola. E' questo Consiglio di Amministrazione che esprime l'indirizzo della scuola per conto dei genitori ed è al Consiglio di Amministrazione che il dirigente scolastico rende conto dei risultati del suo operato. Naturalmente bisogna abolire il valore legale del titolo di studio perché la scuola non sia tentata di distribuire "pezzi di carta" senza richiedere un serio lavoro agli studenti, trasformandosi in un diplomificio. Altrettanto naturalmente la scuola deve agire rispettando le norme generali sull'istruzione fissate dallo Stato.