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SCUOLA/ Berlinguer: Renzi, devi "spaccare" i sindacati (non scontrarti)

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Luigi Berlinguer (Infophoto)  Luigi Berlinguer (Infophoto)

Si può, invece. Senza togliere alle Rsu la contrattazione della modalità, la sovranità popolare, che si esprime nel Parlamento, dia l'indicazione politica sui criteri generali. Che nel caso dei fondi per il merito devono essere premiali. Dunque: voi sindacati contrattate pure la parte di salario accessorio, però nel rispetto del principio voluto dal Parlamento. Così il sindacato fa ciò che gli compete, e si dà a Cesare quel che è di Cesare.

Lei ritiene che Renzi sia troppo poco malleabile?
Io credo una cosa: che è inutile impuntarsi, si deve ragionare. Perché le strade ci sono, e molte sono già indicate negli emendamenti approvati dalla Camera. Se il governo non si è opposto a quel che ha fatto il Parlamento, significa che un passo è già stato compiuto, dunque si continui su questa strada, si sfidino i sindacati sulla necessità che la scuola va cambiata dalle fondamenta. Centinaia e centinaia di esperienze educative vanno in questa direzione. Sosteniamo queste scuole.

Quindi secondo lei non c'è il rischio di annacquare l'autonomia già blanda del ddl?
Il rischio c'è, non bisogna correrlo. La strada è quella che le ho indicato, non la rinuncia, non lo scontro frontale, ma la sfida sui contenuti. Diversamente, Renzi otterrà solo il risultato di cementare tutte insieme le forze del 5 maggio. Invece deve dividerle.

Non è troppo ottimista?
Intanto il mondo della scuola deve prendere atto che il testo è già cambiato. Renzi continui a discutere, ma non rompa il filo, perché c'è una parte retriva nella scuola e nel sindacato che vuole far saltare tutto. Al paese non conviene. Gli atteggiamenti di rifiuto, anche intellettualistici, perfezionistici, non colgono il punto politico della situazione e fanno danno.

(Federico Ferraù)



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