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SCUOLA/ Ci sarebbe bisogno di un preside-sceriffo Kane (anche se non è Gary Cooper)

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Gary Cooper in High Noon (1952) (Immagine dal web)  Gary Cooper in High Noon (1952) (Immagine dal web)

Sole a picco. Piazza deserta. Musica struggente. Lo sceriffo Kane, solo, avanza lentamente per difendere dai banditi il paese che pure lo ha abbandonato. Chi non ricorda la scena del duello in Mezzogiorno di fuoco? In fondo, se avesse il fascino di Gary Cooper il preside sceriffo, metafora generata dalla creatività degli oppositori alla Buona Scuola potrebbe anche essere accettato, anche se nessuno dei sostenitori della dirigenza assembleare pare chiedersi che senso ha questo attacco. 

Ora, tutte (non la maggior parte: tutte) le ricerche sulla qualità della scuola mettono in risalto il ruolo centrale e insostituibile del dirigente come "costruttore di capacità organizzative per l'apprendimento", per citare la relazione di Angelo Paletta al recente convegno dell'Indire su "Migliorare la scuola". Se in una scuola viene meno questa funzione, anche all'interno di un corpo docente motivato e competente si genera un effetto di scoraggiamento che in breve abbatte la qualità della scuola stessa.

Intendiamoci: sto parlando di un'organizzazione mediamente così complessa che richiede non un preside carismatico (che pure può esercitare un ruolo positivo, ma non ce la fa a svolgere da solo tutti i compiti di governo) ma una leadership diffusa esercitata da un gruppo affiatato e competente di insegnanti non eletti ma individuati in base alle loro competenze. È così che si innesca il circolo virtuoso progettazione - esecuzione - controllo - miglioramento: individuando i ruoli, assegnando i compiti, sviluppando la partecipazione e mettendo in atto un sistema di incentivi. È il primo è fondamentale passo per realizzare contemporaneamente una maggiore autonomia e una migliore offerta didattica. 

Se però prevale un'impostazione conflittuale e populistica ("continuiamo così, facciamoci del male", per restare alle citazioni cinematografiche) non si andrà da nessuna parte, e le scuole, attivamente ostacolate dalla normativa, dovranno continuare da sole a tenere in piedi il sistema. Ma l'ultima scena del film vede il preside Kane, ops, lo sceriffo Kane che si allontana in carrozza con la giovane moglie, gettando sdegnosamente nella sabbia la sua stella…



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COMMENTI
17/05/2015 - Dettagli rivelatori III parte (Franco Labella)

Ci fosse il preside manager-decisionista à la Renzi staremmo a scriverne? Ed invece ci tocca ascoltare l’ultimo Renzi che, in versione simil Gelmini, ci fa sapere oggi che “La scuola del 6 politico è finita”. Probabile che la scuola frequentata da Renzi lo fosse… Ps: pregasi astenersi dall’invito a leggere il testo del ddl emendato in primis perché è il mio mestiere ed in secundis perché dovrei scriverne in termini non di ironia ma di sarcasmo. E questo è meglio risparmiarlo ai lettori del Sussidiario...

 
17/05/2015 - Dettagli rivelatori II parte (Franco Labella)

Scuola superiore in cui il DS tenta da due anni di imporre la settimana corta. L’imposizione è dolce ma martellante, persino travestita da innovazione. Motivazioni relativa ai benefici per gli studenti: alcuna. Controindicazioni: tantissime legate tutte alle caratteristiche degli studenti ma anche alle loro famiglie per le quali la chiusura del sabato non sarebbe una opportunità ma, soprattutto, rischio e fastidio. Ed allora perché la proposta? Ma perché si usa, fa tanto scuola europea (chissà perché solo questa è l’Europa!) e perché risolve una serie di problemi del personale Ata e dei docenti che vogliono il sabato libero. Il preside sceriffo non c’è ancora ma l’obiettivo va raggiunto perché "dirigere è decidere". Alla domanda se famiglie e studenti saranno consultati la risposta è che le famiglie sì ma gli studenti sono minorenni e perciò la risposta è ni. Ma allora interviene la normativa che per Ribolzi ostacola e per me aiuta a resistere. Perché lo Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti non distingue fra maggiorenni e minorenni e prevede esattamente il caso: "Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori" (segue)

 
17/05/2015 - Dettagli rivelatori I parte (Franco Labella)

So già che qualcuno (magari il mio amico Crippa) osserverà che mi fisso sui dettagli estrapolando da testi complessi una frase. La quale, però, spesso è assolutamente rivelatrice. Di una pagina, tutto sommato condivisibile (non conosco le ricerche citate da Luisa Ribolzi ma mi piacerebbe che qualcuno indagasse pure sulle scuole (visto che ho esperienza diretta ed indiretta anche di questo) che sopravvivono e prosperano persino in presenza di DS nè carismatici nè adeguati a compiti e responsabilità ) c'è una frase che mi colpisce "le scuole, attivamente ostacolate dalla normativa, dovranno continuare da sole a tenere in piedi il sistema". Attivamente ostacolate? E' proprio il contrario: attivamente aiutate dalla normativa. Perché quello che impensierisce noi docenti del ddl Renzi è esattamente l'ipotesi di attribuire al dirigente discrezionalità non normate. Perché, spessissimo, nella scuola dell'autonomia l'idea che molti ds hanno di essa (l’autonomia) è che sia lontananza dalla norma, autarchia o peggio ancora anomia. Il preside sceriffo non piace perché, come nel West, qualche volta lo sceriffo rappresenta non tanto la legge quanto la forza. E magari, qualche volta, la stella finisce in petto al gaglioffo di turno promosso a rappresentante della legge solo in forza della maggiore velocità nell’estrarre la pistola dalla fondina. A sostegno della tesi che la norma aiuta e non ostacola racconto una storia vera e recentissima... (segue)

 
17/05/2015 - Lo sceriffo (roberto castenetto)

Ma la Ribolzi ha avuto a che fare con le ultime generazioni di dirigenti? Io sì e mi sono rovinato la salute per cercare di correggere la loro "incompetenza", per cui da insegnante getto la stellina.