BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Renzi deve ancora dirci come intende valutare (e premiare) i prof

Pubblicazione:

Elio Vittorini con alcuni studenti (Immagine dal web)  Elio Vittorini con alcuni studenti (Immagine dal web)

Ci chiediamo: nella Buona Scuola di Renzi il prof. Illuminati di San Benedetto del Tronto, i docenti che hanno salvato la vita a Pennac e Recalcati o il rettore Douglas Al-Bazi avrebbero diritto a un premio di merito?

La domanda non è retorica perché, come scrive acutamente Recalcati, «uno dei problemi della scuola di oggi è che gli insegnanti sono oppressi per la maggior parte del tempo da mansioni che esulano completamente dall'attività didattica».

Allora quando discutiamo della necessità di premiare il merito, di cosa stiamo esattamente parlando?

Nella scuola italiana di oggi stiamo per lo più parlando dell'impegno dei docenti nella realizzazione di progetti, che porteranno poi fondi, di attività extra-didattiche (gite, corsi di danza, di chitarra, di fitness, di segnaletica stradale) che porteranno prestigio al dirigente e al collegio docenti, di metodiche specialistiche dell'apprendimento. In tutto questo, quanto vale la "presenza" del prof in classe? E per presenza non s'intende appena quella fisica, ma soprattutto il porsi del prof con tutto se stesso davanti ai ragazzi e al contenuto della sua lezione. «La presenza dei miei allievi — annota Pennac nel suo Diario — dipende strettamente dalla mia: dal mio essere presente all'intera classe e a ogni individuo in particolare, dalla mia presenza alla mia materia, dalla mia presenza fisica, intellettuale e mentale, per i cinquantacinque minuti in cui durerà la mia lezione».

Queste osservazioni possono aiutarci a comprendere meglio i termini della posta in gioco nel dibattito sul premio al merito innescato da Renzi. Se, per un verso, non si può restare arroccati sulle posizioni vetero-sindacali dello stipendio ancorato all'anzianità di servizio senza alcuna valutazione della qualità del lavoro reso, d'altra parte è opportuno intendersi su cosa intendiamo per merito e come si fa a valutarlo.

Nella fascia di chi ha accettato, per necessità o convinzione, l'importanza della valutazione del lavoro dei prof, il dibattito, per la verità, è oggi più spostato sul "come" valutare che sul "cosa". Infatti si discute se debba essere il preside a dare i voti agli insegnanti, o un nucleo di docenti scelti dalla stessa scuola o, ancora, un nucleo esterno. Su questo tema la discussione sta procedendo e, probabilmente, si arriverà a un ragionevole compromesso. Ma resta la questione: il prof. Illuminati, ringraziato dalla docente del Mit di Boston, o il prof che ha "salvato" Pennac riceverebbero coi criteri di oggi una valutazione favorevole? O, invece, questi docenti sarebbe surclassati nella graduatoria di merito da prof super esperti nelle strategie dell'apprendimento o da altri docenti che, pur sacrificando ore di lezione e destino dei loro allievi, hanno prodotto progetti interessanti per l'istituto, hanno organizzato gite o incontri di marketing aziendale?

A queste domande la scuola deve provare a rispondere se vuole essere per davvero una Buona Scuola.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/05/2015 - pennac (roberto castenetto)

Pennac personalità eminente della cultura??

 
18/05/2015 - La chiusa è sbagliata (Franco Labella)

Mi permetto di dissentire dalla chiusa dell'articolo: nel momento in cui si procede a ritmo serrato e senza alcuna sostanziale volontà di cambiare i termini del ddl è il Governo che dovrebbe chiarire, al di là delle chiacchiere elettorali sul 6 politico, quali sono i parametri su cui basare la valutazione ed il ricoscimento economico del merito. La formula usata nel testo attuale (per chi voglia l' URL: http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0029700&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=2994-e-sede=-e-tipo= dell'art.11 (valorizzazione del merito) "Il dirigente scolastico, sentito il consiglio d'istituto, assegna annualmente la somma al personale docente che, in base all'attività didattica, ai risultati ottenuti in termini di qualità dell'insegnamento, al rendimento scolastico degli alunni e degli studenti, alla progettualità nella metodologia didattica utilizzata, alla capacità innovativa e al contributo dato al miglioramento complessivo della scuola, è ritenuto meritevole del bonus". è un capolavoro di bizantinismo giuridico e non consente di capire e valutare parametri che sono assolutamente generici. Sempre a proposito, poi, della comunicazione governativa ho appena ascoltato che il decreto sui rimborsi prevederebbe un ennesimo "bonus". Peccato non si tratti di bonus (quelli servono per le elezioni) ma di restituzione di somme dovute in seguito a sentenza della Corte Cost.