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SCUOLA/ Ddl articolo 3? Non è questione di gender, ma di libertà

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Mi si viene a dire che l'insegnante che ogni giorno vive il rischio della libertà di rapporto con i propri alunni deve approntare magari qualche lezioncina sulla parità di genere, prevenzione della violenza di genere et similia. È il momento di affermare che le lezioncine, appaltate perfino ad esperti, non bastano. Chi educa come può sottrarsi alle sfide globali che gli alunni pongono quotidianamente? Chi insegna ed educa dentro un rapporto di conoscenza e comprensione piena di attenzione verso i propri ragazzi non comunica già un senso, un criterio alla luce del quale ciascuno potrà svolgere il proprio cammino personale anche di scoperta vera della propria identità? C'è bisogno di un documento ministeriale che ce lo venga a dire?



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COMMENTI
23/05/2015 - gender (roberto castenetto)

L'insegnamento della teoria gender non sarebbe dunque un problema, in una riforma tutto sommato niente male? Ma scusate, avete un'idea di che cosa stia succedendo nelle scuole? E avete un'idea di che cosa stia già facendo i dirigenti, ovvero di come già si concepiscano come i padroni della scuola? Volete un esempio? Nel mio paese, l'Istituto comprensivo, o meglio la sua dirigente, ha già deciso che per il prossimo anno si adotteranno le direttive dei famigerati libretti dell'UNAR su "Educare alla diversità". Eppure la riforma non è ancora legge dello Stato!