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SCUOLA/ Latino (e greco), prima vengono la cultura e la storia, poi la lingua

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Posto dunque che lo studio del classico ha una valenza sociale, lo studio della lingua è da intendere come uno strumento imprescindibile: non si possono leggere testi e studiare letterature senza conoscere la lingua. Starà alla sensibilità e all'equilibrio dell'insegnante scegliere il metodo che meglio può portare a questo risultato, ma il primum non è la lingua, bensì la cultura o la storia: lo scopo del nostro insegnare queste materie deve essere la riflessione sull'ideale continuità che ci lega alle nostre radici greco-latine e ai loro ideali di bellezza e di pensiero, sui quali si è innestato il messaggio cristiano, che le ha vivificate e rese attuali. 

Posto che l'educazione degli allievi è il nostro compito primario, avere studenti che sanno scrivere in latino (o addirittura parlare, come vorrebbero i fautori di discutibili metodi di studio foggiati oltralpe) e poi non percepiscono l'intensità di un testo di Virgilio o di Platone, sarebbe un venir meno e un tradire il compito e ad la responsabilità del nostro lavoro.



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