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SCUOLA/ Un prof: la mia sfida a chi sciopera, in tre punti

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Praga, 1968 (Immagine dal web)  Praga, 1968 (Immagine dal web)

La seconda delle questioni irrinunciabili è l'autonomia, e con essa, inscindibile, la parità. Bisogna che dopo anni e anni in cui si è solo parlato di autonomia e di parità, si arrivi a vararle fino all'aspetto economico. Questa è l'urgenza del tempo che stiamo vivendo, con una nota decisiva: senza una vera riforma degli organismi di gestione dell'autonomia, la scuola verrà inevitabilmente inghiottita dalle fauci voraci dei presidi-sceriffo. Gli attuali organi collegiali sono natura morta, da rivedere in modo radicale, così che si arrivi ad una presa di responsabilità reale da parte di chi vi partecipa. Qui il problema riguarda tutto il mondo della scuola, nel quale, in assenza di criteri per verificare l'efficacia di quello che si pone, qualsiasi cosa si decide e si fa in un modo o nell'altro va sempre bene.

La terza questione è lo stato giuridico degli insegnanti. Serve una svolta, dopo anni e anni di discussioni inutili. Oggi gli insegnanti continuano ad essere dei burocrati e nemmeno l'organico funzionale cambierà la situazione, anzi la consoliderà. Si tratta di trovare la strada per valorizzare e potenziare chi tenta nuove dinamiche di insegnamento, chi risulta efficace nel suo lavoro, chi è capace di liberare le energie creative di ogni studente.

In una parola, non la Buona Scuola è il futuro della scuola italiana, ma una reale scuola della libertà. Per questa bisogna lavorare, prima e dopo lo sciopero generale, e la strada per farlo è quella del dialogo.

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COMMENTI
04/05/2015 - RIBADISCO CHE LA QUESTIONE SERIA E' IL DIALOGO (Gianni MEREGHETTI)

Parole vuote sono quelle di chi cerca la contrapposizione a tutti i costi, la sofferenza la sente, e come, chi vive la scuola, ma la sofferenza è indignazione e non puro lamentarsi di quello che non va, esaltazione della rabbia a tutti i costi. Vi è un assente oggi nella scuola e prima dei soldi è il dialogo! Io sono certo che lo si possa ricreare, e da subito, per cui la mia massima indignazione è contro chi vuole creare a tutti i costi una situazione di scontro. Io ci sto a lottare per ripristinare un dialogo vero, quello che neanche Renzi ha messo in atto dopo averci illuso! La strada per una scuola libera è quella del dialogo, vogliamo aprirla questa nuova pagina della scuola italiana?

 
03/05/2015 - E invece è proprio un professore (Giuseppe Crippa)

Basterebbe cliccare sul nome dell’autore dell’articolo per leggerne immediatamente il curriculum e quindi vedere che si tratta proprio di un professore… Mi auguro che non lo sia anche Stefano De Stefano, altrimenti sua moglie forse dovrebbe dirgli qualcosa!

 
03/05/2015 - articolo di gianni mereghetti (Stefano De Stefano)

L'autore di questo articolo, evidentemente, non è un professore, altrimenti avrebbe ben evidenziato la drammaticità della condizione economica dei docenti italiani. Contratto scaduto da anni, retribuzioni al palo, orario di lavoro uguale ai colleghi europei ma costretti, da anni, a un balletto di riforme e controriforme che non fanno altro che costringerli a continui cambiamenti di rotta. Sembra che il Premier questo aspetto non l'abbia proprio compreso: la moglie dovrebbe dirgli qualcosa!

 
03/05/2015 - Che c'azzecca il wishful thinking con Renzi? (Franco Labella)

Su alcuni dei contenuti dei desideri di Mereghetti si potrebbe persino essere d'accordo. C'è solo un problema: che c'azzecca il suo wishful thinking con i contenuti del ddl e le proposte di modifiche ad essi? Direi allora che Mereghetti più che sfidare chi sciopera debba sfidare Renzi e le sue chiacchiere. Ma per far quello, scioperare è il punto di partenza. Glie lo scrivo qui perché non uso Whatsapp :-)))