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PROVE INVALSI/ "Sfiducia" ai sindacati

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PROVE INVALSI E SCIOPERO SCUOLA. Primavera impegnativa quella 2015 per la valutazione nelle scuole italiane. Non tanto per il fatto che si è svolta — nella finestra di aprile 2015 — la sesta edizione di Pisa. La disinformazione mediatica che l'ha accompagnata — scontata — è forse, tutto sommato, un elemento positivo, visti gli "eroici furori" in circolazione. Cosa possiamo aspettarcene? Forse nulla di radicalmente diverso dalla diagnostica delle edizioni precedenti, che si sovrappone peraltro, per quanto riguarda le differenze regionali a 15 anni, a quella di Invalsi. L'Italia continua ad aderire alle analisi "opzionali" di Informatica e di Educazione finanziaria. Le novità più importanti sono due: la prima è la somministrazione informatica delle prove, che permette una maggiore affidabilità degli esiti ed una possibilità di tracciare i percorsi di risoluzione dei quesiti da parte dei giovani. La seconda è l'introduzione del questionario insegnante, che cerca di penetrare più a fondo nelle condizioni in cui si svolgono i processi di apprendimento.

Grande agitazione invece sulle prove Invalsi, di solito accompagnate da un sostanzialmente innocuo sciopero dei Cobas. Nulla sembra cambiato nelle loro caratteristiche se non — come si dirà poi — nel loro utilizzo.

Ma il problema sta nel fatto che il giorno della prima prova per la scuola primaria è stato proclamato uno sciopero nazionale unitario di Cgil, Cisl ed Uil. L'oggetto non sono le prove, ma i contenuti del ddl sulla Buona Scuola. Ragione di tale sciopero viene dichiarata, non ovviamente l'assunzione di un numero non ancora ben individuato ma comunque imponente di precari, ma l'eccesso di potere che vi verrebbe attribuito ai dirigenti scolastici e soprattutto il fatto che il governo si sarebbe permesso di legiferare senza la ormai tradizionale — anche se in alcun modo legittimata da norme — contrattazione con i sindacati su temi potenzialmente relativi allo stato giuridico. Mentre non ci si può più stupire della posizione della Cgil la cui linea politica, come si diceva una volta, è oramai per larghe parti sovrapponibile a quella dei Cobas, può stupire per gli altri sindacati la sovrapposizione dello sciopero con la prima prova Invalsi, sovrapposizione che ha soprattutto un significato simbolico. La Cisl infatti ha sempre avuto una posizione molto più moderata e non a caso uomini e lei vicini hanno ricoperto e ricoprono ruoli importanti nella gestione del sistema di valutazione italiano.

Il cambiamento delle date delle prove — inoppugnabile dal punto di vista normativo — risolve positivamente il problema, ma lascia l'amaro in bocca e sembra dare all'opinione pubblica l'impressione che gli insegnanti, o quantomeno tutte le loro organizzazioni sindacali, siano contrari alla valutazione. Il che non costruisce una bella immagine presso la stessa opinione pubblica, soprattutto in tempi non di scialo per molti cittadini.  



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COMMENTI
06/05/2015 - Un chiarimento (Franco Labella)

Gentile preside Pedrizzi, potrebbe fornire un chiarimento ai lettori? Come acquisiscono gli studenti italiani le coimpetenza di Educazione finanziaria? Anticipo un pezzetto di risposta: col nulla.... perchè direi di stendere un pietoso velo su banche e consulenti finanziari che girano solo in alcune scuole quasi tutte del Nord... E perchè aderiamo ad una rilevazione OCSE-Pisa i cui risultati non possono che essere negativi visto che nelle scuole italiane non si studiano più (e non pare che vengono reintrodotte manco con la "buona scuola" renziana) le discipline giuridico-economiche (grazie alla Gelmini e a tutti, nessuno, escluso, i suoi successori a Viale Trastevere)? Magari sembra una questione marginale ma penso che sia, invece, assai significativa per capire come si affronta il tema "scuola" in Italia. Grazie. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia