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SCIOPERO 5 MAGGIO/ Renzi, la Buona Scuola è da rifare. In 5 mosse

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Matteo Renzi e Davide Faraone (Infophoto)  Matteo Renzi e Davide Faraone (Infophoto)

4) la buona scuola sia una scuola che guarda al lavoro come un'opportunità da valorizzare, monitorare e potenziare attraverso le buone pratiche che già esistono in Regione;

5) la buona scuola sia una scuola che non ha timore di essere valutata. Occorrerà mettere a sistema l'Osservatorio regionale dei sistemi di istruzione e formazione che possa definire strategie e programmazioni in materia di istruzione e formazione. 

Una politica, insomma, che nasce, si sviluppa e si potenzia dal basso, come "esito di un'autorganizzazione sociale", diceva Vaclav Havel, premio Nobel per la Pace e primo presidente della Cecoslovacchia.

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COMMENTI
06/05/2015 - Al commentatore Biasoni principalmente (Franco Labella)

Lei ha una conoscenza monca e parziale della Costituzione. La scuola familiare andrebbe bene come unico soggetto se non esistesse (o abrogassimo) gli art. 33 e 34 della stessa Carta. Quindi delle due l'una: o facciamo ritornare a studiare la Costituzione nelle scuole (e sarebbe buona scuola) o abroghiamo magari l'art .33. Tertium non datur. Quanto ai 5 punti: come si potrebbe non essere d'accordo? Il sesto punto è un altro: che "mettere al centro" non significa agitare propagandisticamente un tema. Perché basta confrontare il testo del ddl con quello che si è letto sul sito BS per capire che si sta barando pesantemente. Perchè quanto sento il ministro Boschi, ancora due sere fa in tv, dalla Gruber, raccontare la fola del potenziamento di Arte e Musica (e Diritto no, vero ministro?) e leggo il testo del ddl e sento autorevoli esponenti del renzismo scolastico e non trovo alcun riscontro oggettivo mi chiedo: ma la "buona scuola" è propaganda? Perché nei giorni scorsi abbiamo letto articoli e lettere di docenti che lamentavano appunto lo scarto tra le chiacchiere e la realtà delle proposte normative. Ieri, con buona pace di Ponzio che un po' incoerentemente scrive di non essere vicino a chi ha scioperato, la "minoranza del Paese" (copy Faraone) ha detto un sonoro "No". E da quello ripartiamo... Quanto al "preside-sceriffo" o al "preside-sindaco" (sempre copyright Faraone): si è mai visto che nella complessità, non negata da alcuno, "l'uomo solo al comando risolve"?

 
05/05/2015 - La scuola statalista non realizzerà mai questo (FRANCO BIASONI)

Condivido pienamente il contenuto di questa lettera e ci terrei che ciò che auspica non rimanesse nel libro dei sogni per la maggior parte delle scuole, trovando possibilità di realizzazione solo qua e là dove la buona volontà di qualcuno incontra una situazione favorevole. Perché ciò che la lettera auspica si realizzi occorre una iniziativa insieme culturale e politica per realizzare la piena autonomia delle scuole statali e un cambiamento radicale della loro governance. Le scuole devono poter disporre direttamente di tutto ciò che serve per svolgere il loro compito (personale, edifici e attrezzature) e devono essere governate democraticamente da un Consiglio di amministrazione eletto dai genitori. Sono infatti i genitori i titolari del diritto e dovere di educare ed istruire i figli (Costituzione art. 30). Solo in questo modo si avrà quel cambiamento dal basso che la lettera si augura.