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SCUOLA/ Un prof: ecco dove sbagliano Renzi & sindacati

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La seconda questione è legata al preside-sceriffo, ma non direttamente: si tratta anche in questo caso di una questione che viene prima, ed anche qui è una domanda che sia Renzi sia i sindacati dovrebbero farsi: è la domanda di chi sia la scuola. Bisogna prendere sul serio questa domanda e tentare di rispondervi al più presto, altrimenti la confusione aumenterà e difficilmente se ne verrà a capo. La domanda è chiara ed esplicita e la risposta, senza stare a tergiversare, può prendere due strade, inevitabilmente opposte. 

La scuola potrebbe essere dello Stato: è questa l'accezione che molti danno alla scuola, che sia lo Stato a tenere in mano tutte le attività scolastiche. In questo caso che dubbi avere? Se è dello Stato, la scuola deve avere un funzionario forte che faccia da cinghia di trasmissione delle direttive e delle carte che vengono dall'alto. In questo caso che sia il preside-sceriffo o il preside-sindacalista non farebbe molta differenza, sarebbe comunque un ritorno quanto mai forte dello statalismo.

Vi è però una seconda possibilità, emersa in modo forte il 5 maggio, e cioè che la scuola non sia del preside, non sia dei sindacati, ma di chi la fa. In questo caso, ed è evidente che sia così, niente preside manager o sindacalista, ci vuole qualcosa d'altro, bisogna mettere mano all'autonomia, è ora che si inizi a delineare la scuola autonoma, la scuola dove protagonisti sono studenti ed insegnanti impegnati insieme a vivere il rapporto con la realtà come occasione di conoscenza. 

Una idea di scuola e una vera autonomia, solo questo potrà salvare la scuola, altrimenti condannata ad essere inghiottita nella dialettica tra Renzi e i sindacati, tra una idea di scuola e quella opposta. 

Il 5 maggio può essere una svolta se sposta l'obiettivo, se al posto di discutere di tanti e giusti aspetti particolari, insieme ci prenderemo l'onere di costruire la scuola di cui hanno bisogno tutti gli studenti, una scuola che prenda sul serio il loro bisogno di umanità, il loro bisogno di senso. 



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