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SCUOLA/ Cosa c'è dietro l'attacco di Berlinguer al centralismo?

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Luigi Berlinguer (Infophoto)  Luigi Berlinguer (Infophoto)

Ribadisco, anche davanti all'articolo di una personalità così significativa, che il controllo ministeriale sui programmi e sugli apprendimenti reali deve aumentare ma, con la partizione del curricolo, si devono aprire spazi alla discrezionalità degli istituti scolastici e con l'opzionalità si deve dare spazio alla personalizzazione del sistema.

Proprio il rifiuto di queste eterne ed ingannatrici sollecitazioni, ci permetterà di modernizzare, europeizzare e umanizzare la nostra scuola, facendo degli istituti scolastici dei luoghi di cultura ad ampio spettro, nei quali si svolga tutto il giorno e tutti i giorni dell'anno sia l'attività prescrittiva nazionale sia quella discrezionale locale. Nelle quali il personale collaborerà pienamente e senza riserve con le famiglie e con il territorio. Nelle quali l'attenzione ed il rispetto per gli alunni non sarà dedicato a sottrarli all'influenza delle famiglie, ma ad aiutarli a crescere in armonia con se stessi, la propria storia familiare e la società.



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COMMENTI
05/06/2015 - Non è SOLO un sogno, è una balla... (Franco Labella)

Forse Reguzzoni immagina di essere in Germania...vorrei ricordargli che siamo in Italia e che l'attuale apparato normativo prevede in via del tutto teorica le opzionalità e le flessibilità. Specifico: quella legata all'autonomia è non realizzata perché prevede la guerra tra poveri, quella del riordino gelminiano non si può realizzare per l'attuale gestione degli organici. Questi sono i dati e se Reguzzoni e Bianchini vogliono discuterne aspetto le loro argomentazioni. Di wishful thinking, invece, come molti docenti ne ho piene le tasche. Anche quando a scriverne è l'ultimo Baricco.

 
03/06/2015 - Tessili e serici (Sergio Palazzi)

Colgo l'occasione per apprezzare che, come esempio di assurdità, Reguzzoni segnali i problemi degli indirizzi tessili, visto che di quello serico (al Setificio "Carcano" di Como) sono orgogliosamente insegnante. Anzi, se mi volesse contattare mi farebbe piacere scambiare due parole. E nonostante tutto le linee guida di "Sistema Moda" mi sembrano tra le più illuminate e propositive dell'intero quadro "Gelmini". La figura che ne esce (che ne dovrebbe uscire) ha (dovrebbe avere) una ricchezza di competenze davvero invidiabile, all'avanguardia in tutto il nostro sistema scolastico sia per il prosegumento degli studi sia per l'inserimento in un lavoro qualificato. Il problema, come peraltro in troppi ripetono, è che manca una reale voglia/possibilità di attuare l'autonomia per gestire i corsi come le stesse linee guida richiedono: vale l'esempio di tutte le specializzazioni locali confluite in indirizzi ombibus (v. Chimica e materiali, in cui sono rientrati anche gli storici chimici tintori). Lo spauracchio, o a volte la scusa, è sempre il solito: già, ma se gli insegnamo le cose che "servono al territorio", "formano e valorizzano le specificità" etc., e poi nella seconda prova esce un testo che non c'entra nulla, e magari gli ripropone per l'ennesima volta le linee continue petrolchimiche (che un diplomato di oggi ha una possibilità minima di vedere nella sua vita lavorativa), mentre in altri settori c'è fame di diplomati competenti? Idem per laniero/cotoniero/serico etc...

 
02/06/2015 - due precisazioni (giuseppe reguzzoni)

Conosco il preside Bianchini da tempo e so con quanta passione segue la scuola. So anche che la sua battaglia contro il "tempopienismo" non è contro l'apertura pomeridiana delle scuole, ma, al contrario, per distinguere il tempo scuola reale da quello di "assistenza", che va ben oltre gli orari delle scuole a tempo pieno (dove le lezioni finiscono alle 16:30!). Tempo scuola chiaro ed essenziale, tempo del "dopo-scuola" (anche se l'espressione può`non piacere) su misura delle famiglie. Sulla questione dell'opzionalità, non è vero che è un "sogno" (a parte che, se lo fosse, si può anche provare a realizzarlo), ma è realtà in molti paesi europei, a cominciare da alcuni Länder tedeschi: curriculum obbligatorio ridotto all'osso e curriculum personalizzato (opzionale obbligatorio). La riforma Gelmini ha soppresso molte sperimentazioni inutili, ma anche alcune necessarie, imponendo, per esempio, negli indirizzi tecnici delle vere assurdità: il programma del cotoniero o del laniero all'istituto tessile serico, per esempio. Il DPR 275/99 consente interventi solo parziali, pur muovendosi sulla linea della "personalizzazione", perchè fissa un limite al 20%,di opzionalità obbligatoria peraltro ben poco sfruttato. L'opzionalità è anche un modo per rispondere alle esigenze del territorio e per rapportare l'istruzione, professionale e tecnica, in particolare, ma anche quella liceale, a delle specifiche esigenze e necessità. Discutiamo di queste cose, senza timori, ma imparando ad ascoltare.

 
01/06/2015 - scuola famiglie insegnanti (loredana colombo)

1) Ma ha presente, prof. Bianchini, che le famiglie a cui teme si vogliano sottrarre i pargoli, in Italia, grazie a Dio, in gran parte lavorano? E non rifriggiamo la solita minestra: no alla scuola baby sitter, al necessario tempo del gioco e della creatività (smartphone, playstatio e tv?!?)... Quali altre agenzie educative esistono in Italia (a parte i benemeriti oratori estivi, quando la scuola è chiusa)? 2) la personalizzazione non significa che ogni insegnante possa fare quello che vuole, cosa che accade, ma che ogni insegnante faccia quello che è meglio per ogni suo singolo studente: questa è la sfida, ben lontana dall'essere vinta, non certo l'opzionalità.

 
01/06/2015 - L'opzionalità è una balla (Franco Labella)

Bianchini insiste con l'opzionalità ma ha il buon gusto di non rispondere ad una domanda che gli pongo da tempo: di quali opzioni ha notizia in tutto l'arcipelago della scuola italiana? Ora capisco che essendo ormai lontano dalla scuola reale ha tempo per coltivare sogni e fantasie ma volerle spacciare come una soluzione praticabile è veramente mistificatorio. Di quali opzioni legate ai regolamenti Gelmini di riordino ha notizia? Fino a quando non risponde sono autorizzato a scrivere che l'opzionalità è una balla. Che non si nobilita solo perché a spacciarla è il preside in quiescenza Bianchini.