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SCUOLA/ L'autonomia di Renzi? Ecco come funziona

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Nella mia ex scuola funziona un doposcuola per alunni carenti gestito tramite volontari con due rientri pomeridiani non obbligatori di tre ore. Il tempo docenza per il recupero mirato è sempre poco, tenendo presente che gli alunni carenti sono circa 4-5-6 per classe e che per essere efficace il lavoro di recupero deve svolgersi su due o massimo tre alunni ed in casi particolari anche su uno solo. Il lavoro mirato svolto dagli stessi docenti della classe sui propri alunni più problematici ha una grande ricaduta positiva anche nel lavoro a classe intera. Il recupero su gruppi di 5 o 6 o più alunni è provato come assolutamente inefficace. 

Modello D (riduzione del 20 per cento del curricolare + docenza aggiuntiva dell'autonomia). La scuola statale oltre all'eccedenza della Buona Scuola utilizza anche la tutta vecchia possibilità di riduzione del curricolo essenziale all'80 per cento. Quindi le lezioni diventano di 48 minuti ed ogni docente si trova con un tempo docenza settimanale residuo di 3,6 ore. Con queste ore (3,6 x 30 = 108) più la docenza "Renzi" di 45 ore settimanali si può progettare un lavoro mirato sugli alunni carenti e qualche attività di potenziamento rivolta a tutti gli alunni in due pomeriggi di 3 ore. Per ogni classe ci sarebbero a disposizione circa 10 ore settimanali di docenza "libera". In questo modello le mattine sono alleggerite perché gli alunni passano da 30 a 24 ore di lezione, cioè poco più di 4 ore e mezza consecutive.

Si potrebbe pensare anche ad un modello diverso nei due quadrimestri e ad infiniti mix delle varie opzioni.

Non ho considerato la questione dell'utilizzabilità dei docente "eccedenti" nelle supplenze brevi. Ovvio che questo utilizzo può ridurre di molto e perfino azzerare l'eccedenza. Inoltre la condizione di eterno supplente sarebbe molto osteggiata anche sindacalmente perché non strutturata e poco qualificante. Invece nei modelli C o D tutti i docenti potrebbero dedicare, ad esempio, un'ora settimanale alle supplenze brevi e le rimanenti ore "liberate" al Pof.

Certo se terminasse la febbre tempopienista che consente di sperimentare solo l'aumento delle ore-alunno, e le ore settimanali obbligatorie fossero ridotte a 24 o anche meno (a mio parere 4 ore x 5 giorni sarebbe perfetto) e si accettasse una differenza opzionale di tempo scuola tra gli alunni, come nel resto dell'Europa, tutto sarebbe più semplice ed efficace. I rientri pomeridiani opzionali o di recupero sarebbero meno gravosi o addirittura piacevoli ed il clima si migliorerebbe moltissimo assieme ai risultati sia formativi che di apprendimento. 

Mi sembra di percepire un timore eccessivo per lo spettro della disgregazione che rende ridondante, macchinosa e dolorosa l'aggregazione obbligatoria potenziando… il desiderio di fuga. Non si teme molto invece la realtà dell'anarchia, che verrebbe superata con la distinzione chiara e semplice tra obbligatorio ed opzionale. Speriamo di riuscire a trovare una via ragionevole.



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COMMENTI
13/06/2015 - I docenti cosa insegnano? II parte (Franco Labella)

Sembra una domanda becera, da veterosindacalista, ma reca con sé il piccolissimo particolare (come sottolineato di recente da uno dei pochi dirigenti superiori del MIUR in grado di dire, con competenza "pane al pane e vino al vino") che l’organico funzionale non lo si può costruire, come immaginano i "tecnici" renziani “a prescindere”… Le visioni possono avere indubbiamente un effetto culturale propulsivo. Ma quando si disegnano mondi nuovi e li si dà per realizzabili bisogna anche essere, oltre che visionari, anche moderatamente concreti. Perchè non interesserà certamente il lettore medio ma si potrebbe fare una lunga rassegna di "innovazioni" fondamentali (non voglio offendere nessuno e non le cito ma scorro nervosamente gli attestati con i titoli dei seminari…) che sono servite, non negli anni ma nei decenni, fondamentalmente, ai seminari di aggiornamento di cui chi, come me è avanti negli anni, ha fatto notevole collezione. Avanti un altro… Ps: risparmio a Bianchini e ai lettori la spiegazione dettagliata della circostanza che la “furbata” della riduzione oraria viola due principi normati: il rispetto del monte ore annuo delle singole discipline ed anche la validità dell’anno scolastico nelle scuole con settimana corta. Che è una moda, niente di innovativo pure lì. Ma queste sono cose da legulei e Renzi ce lo insegna: il Diritto non serve. Tanto è vero che non ne ripristina l’insegnamento. Come non (non) aumenta le ore di arte e musica a dispetto dei video...

 
13/06/2015 - I docenti cosa insegnano? I parte (Franco Labella)

I modelli organizzativi sono sempre molto bellini, magari con qualche slides (Renzi docet) sarebbero persino seducenti. Peraltro la "furbata" di ridurre l'ora di lezione a dispetto dell'orologio per risparmiare sui soldi (tagliati) delle supplenze è stata una pratica abbastanza tentata ma che non pare decisamente innovativa. E a volte, proprio per questo carattere non innovativo, i collegi dei docenti del cretacico hanno bocciato senza pietà la “furbata” (e perciò serve l’uomo solo al comando, perché sì è visto mai che nell’"azienda scuola" di possa discutere dell’efficacia didattica oltre che dei modelli organizzativi?). Una domanda pertinente: escluso supplenze (in qualsiasi ambito disciplinare visto che non la sai prima chi ti mancherà? Per cui vado a fare non il docente ma il sorvegliante?) e recupero, i docenti eccedenti, ad esempio, del modello B1 cosa fanno? Più concretamente: cosa insegnano? Le vituperate discipline strutturate in classi di concorso o "il nuovo che avanza" e cioè, ad esempio, la melassa delle "educazioni" interscambiabili a prescindere dai percorsi universitari (chè gli esperti della scuola à la Renzi pure questo ipotizzano nel chiuso delle aule parlamentari) ? I soft skills del dottor Abravanel? Qualcos'altro? segue