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ESAME TERZA MEDIA 2015 / Chiosso: è una prova utile. Invalsi? Il tema è che diventi d'aiuto alla singola scuola

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Nella scuola dell'autonomia, che tutti noi auspichiamo e che già dovrebbe essere così, ogni consiglio di classe gestisce le situazioni con caratteristiche proprie e conoscendo meglio di chiunque altro le varie casistiche di ragazzi presenti. Questa prova va un po' in contraddizione dunque con la possibilità che le scuole hanno per realizzare dei percorsi con autonomia: sono dunque favorevole ad una valutazione che dia una radiografia nazionale della situazione didattica, ma nello stesso tempo bisogna evitare il contrasto con la libertà lasciata, giustamente, alle scuole.

 

Cosa cambierebbe dunque?

I risultati delle prove Invalsi non devono rimanere lì solo per specialisti e ricercatori a futura memoria, ma devono diventare occasione per le scuole per poter davvero migliorare. È come se noi ci misurassimo la febbre, scoprissimo di averla e poi non facessimo nulla per curarla, non ha senso. Invece potrebbe essere una grande occasione per individuare meglio le aree di debolezza, andrebbero dunque stimolati dei reali interventi strutturali; il miglioramento non cresce laddove c'è debolezza cronica, cresce se si aiuta qualcuno a migliorare, anche se capisco che questo è un capitolo che meriterebbe ancora più spazio, perché tocca il problema dell'autovalutazione delle scuole.

 

Per quanto riguarda invece la questione, tanto temuta dagli studenti, della bocciatura, lei la reputa una questione ancora reale? In terza media esistono ancora dei casi? E quali sono i motivi principali che portano ad una bocciatura?

Premetto che non ho sottomano i dati sui livelli di bocciatura in terza media, ma ritengo comunque che se si boccia all'ultimo anno, la scuola un po' ha fallito, esclusi ovviamente tutti quei casi limite problematici di ragazzi che vivono una pre adolescenza faticosa e con ambienti di vita famigliare difficile e perciò più esposti alla bocciatura anche tardiva. Sono però convinto che la scuola non ha fatto tutto quanto in suo potere se un ragazzo viene fermato al terzo anno piuttosto che al primo: io credo che la scuola debba davvero essere promozionale, cioè far crescere.

 

Si spieghi.

Bisogna riscoprire la dimensione orientativa della scuola, è una grande sfida e so bene che ci sono grandi difficoltà: un conto è parlarne così in un'intervista e un conto è poi andare ad operare in contesti che so essere molto difficili. Ma in linea di massima penso quello che ho detto, con la bocciatura in terza non sono stati usati fino in fondo tutti gli strumenti adeguati per far fronte alle varie problematiche.

 

(Niccolò Magnani)



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