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SCUOLA/ Toccafondi: "il nostro difetto? Essere realisti". Risposta a M. Mauro

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L'Aula del Senato attende il ddl (Infophoto)  L'Aula del Senato attende il ddl (Infophoto)

La detrazione fiscale per le famiglie che mandano i propri figli nelle scuole paritarie non è un "rimborsino", non è il "rinforzino" del conte Mascetti di Amici miei, ma una vera e propria rivoluzione culturale, la cui novità sta nel fatto che tale misura abbia finalmente trovato spazio in un disegno di legge. Pur se in forma iniziale, sono il primo a riconoscerlo, anche in Italia arriva finalmente l'avvio del riconoscimento della libertà di scelta educativa. In settant'anni di storia della Repubblica non ci sono riusciti nemmeno i governi monocolore democristiani, questo governo sì. A chi parla di elemosina, di bicchiere mezzo vuoto, di montagna che ha partorito il topolino e via dicendo, rispondo che bisogna guardare come le cose stavano fino a ieri e come stanno oggi. Se il bicchiere è mezzo pieno, prima non lo era, non c'era il bicchiere e neppure qualcosa da metterci dentro. Se i docenti che insegnano nelle scuole paritarie hanno titolo a ricevere una proposta di assunzione la riceveranno. Possono anche scegliere di continuare a lavorare nelle scuole paritarie. Personalmente non mi aspetto un "fuggi fuggi" generalizzato dalle paritarie. Molti insegnanti hanno scelto di lavorare in queste scuole, condividendone il progetto educativo e impegnandosi attivamente a costruirne l'identità culturale, anche in relazione alle istanze del territorio e alle richieste delle famiglie. È un patrimonio di esperienze umane e professionali che avrà il proprio peso nelle scelte di ciascuno. Perché ipotizzare che vadano via i migliori? Non possiamo fare processi alle intenzioni. In ogni caso, le scuole paritarie hanno la possibilità di reclutare gli insegnanti scegliendoli in base ai parametri di qualità che hanno messo a punto attraverso la loro esperienza.

A settembre le scuole del nostro Paese riapriranno, credo che sia importante per i nostri alunni ripartire con la certezza degli insegnanti e con la possibilità di sperimentare le novità proposte nella Buona scuola. I miglioramenti sono possibili e le proposte sono ben accette ma abbiano buonsenso, partano da un approccio realista.

Gabriele Toccafondi
Sottosegretario Miur



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COMMENTI
14/06/2015 - Quello che succederà a scuola a settembre (ROBERTO PELLEGATTA)

Capisco difendere l'operato del Governo (specie di questi tempi dove poteri forti attaccano duro), ma senza troppo ... modificare le cose. Capisco invece che qualche volta si arrivi ad alzare la voce, per far capire che il testo Buona Scuola è scritto male, va rimesso in ordine (lo hanno detto due Uffici del Parlamento), va chiarito in molte parti. Soprattutto è un testo che in gran parte ha lasciato cadere molte cose interessanti del documento originario. Si sono discussi 2000 emendamenti? Ma veramente la gran parte sono stati bocciati senza esame, specie in aula. Non è certo una campagna internet a rappresentare un ascolto reale della scuola. Inoltre gran parte delle proposte presentate nelle audizioni non hanno trovato ambito di confronto. Il piano di assunzioni (era una vera risposta ai bisogni reali) sappiamo tutti che non andrà mai in porto a settembre 2015. Speriamo nel 2016. I veri commenti sulla cifra della detrazione ai genitori delle paritarie li hanno già fatti i diretti interessati. A settembre poi le scuole (proprio per non aver ascoltato la scuola reale fin dal settembre 2014) inizieranno con gravissime difficoltà: 180.000 posti docente precari; 3.000 scuole con un dirigente a mezzo tempo; tutte le scuole con più di 30 classi senza l’esonero dal servizio del vicepreside. Non mi sembrano proprio dei dati che “sperimetano una buona scuola” !