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MATURITA' 2015/ Esami di stato, prima prova, tema di storia (tipologia C): fatti e opinioni possono "andare d'accordo"

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Esercito russo in parata (Infophoto)  Esercito russo in parata (Infophoto)

Non si chiede certo al candidato degli odierni esami di Stato di dare prova di retorica forbita, eppure un certo ritmo della pagina non guasta. Quali aspetti sono dunque da favorire? Lessico e successioni causali, come detto, che diano ragione del periodo e del tema di cui ci si occupa. Bisogna evitare, insomma, di parlottare dell'argomento scelto e andare subito al cuore della questione: perché è accaduto che un evento si sia manifestato con quelle determinate caratteristiche? Quali sono le cause remote e prossime che hanno portato ad una determinata situazione? Facendo queste operazioni, il candidato esprimerà anche il proprio giudizio sulle questioni che discute, evitando di appiccicare dall'esterno una sorta di sentenza, ma facendo emergere dal modo in cui espone la materia il proprio orientamento, che evidentemente è richiesto, ma appunto se sostenuto dai dati. 

Insomma, il valore di una prova come questa consiste non solo nel dire come si sono svolti certi eventi, ma soprattutto perché. In alcuni casi la formulazione stessa del tema aiuta a rintracciare il filo del discorso, che comunque, nel caso del saggio breve di argomento storico, deve essere sempre ricondotto al punto che si intende dimostrare. Chi è orientato a cimentarsi con il tema di storia può utilmente consultare l'archivio delle tracce scritte sul sito del Miur ed esercitarsi a svolgere alcune considerazioni per ogni argomento indicato, magari insieme ad altri. Ci si renderà conto, in questo modo, che i temi di storia presuppongono sempre, in vario modo, il verificarsi di mutamenti nel corso di un certo lasso di tempo che devono essere compresi e spiegati. Seguire la traccia è indispensabile per non andare fuori tema: e se questo è vero per tutte le altre prove, la storia non perdona chi perde il filo (ma forse le commissioni sì). 

Da ultimo è importante, quanto superfluo, ricordare che il tema di storia, qualunque esso sia e comunque sia enunciato, è una verifica di conoscenze apprese e ben assimilate. Un suggerimento che si può dare in questo senso è di riprendere per nuclei fondamentali e per fasi costitutive il XX secolo che è l'ambito di riferimento di tutte le tracce, o quasi, degli ultimi anni. Il Secolo breve, secondo l'espressione di Eric J. Hobsbawm, è da conoscere oltre il limite cronologico del secondo dopoguerra. I temi politici e istituzionali "forti", come la fine dei totalitarismi e la rinascita delle democrazie costituzionali, sono già stati sottoposti all'attenzione degli studenti: sarà questo l'anno delle periferie e dei popoli che lungo il Novecento hanno sofferto emarginazioni e persecuzioni? Gli Armeni, i popoli dell'ex Jugoslavia e da ultimo le minoranze oppresse nello scacchiere vicino orientale? Sarà l'anno nel quale interrogarsi sui motivi trascorsi e presenti dei flussi migratori? Sarebbero temi che darebbero linfa ad una autocoscienza che i giovani attendono di esplicitare, anche se la burocrazia ministeriale non è sempre in linea con l'evento che passa. Non resta che attendere. 

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