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MATURITÁ 2015/ Tema prima prova, Philippe Daverio: tracce cervellotiche e distanti dal paese reale

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Philippe Daverio, storico e critico d'arte (Infophoto)  Philippe Daverio, storico e critico d'arte (Infophoto)

Ma i maturandi non sono dei creativi professionisti, sono solo dei ragazzi che hanno seguito un percorso didattico e dimostrano una capacità matura di trarre da questo percorso delle nozioni equilibrate. Vanno perciò affrontate in modo paritario con il percorso svolto e non con tracce cervellotiche, il problema poi in secondo piano è proprio questo processo didattico dei 5 anni che portano alla maturità, ma questa è un'altra storia.

 

Se dovesse affrontare Lei oggi la maturità, che tesina porterebbe?

Mille cose. Mi viene in mente, ad esempio, una domanda del genere: per quale motivo l'Italia è un paese competitivo nel campo della moda? Oppure, per quale motivo da 20 anni a questa parte la Biennale di Venezia è gestita da signori nominati nel mondo degli affari americani? Vede, dobbiamo iniziare a capire dove stiamo vivendo, qual'è il mondo a noi circostante. E bisogna partire a far ciò con i ragazzi. Altra questione, per quale motivo la Rai non fa più fare le trasmissioni d'arte a Daverio?

 

Beh, forse dovremmo chiederlo alla Rai questo…

Io penso che un ragazzo è un maturo quando gli si pongono delle domande, perché non fargli anche queste? A prescindere dalle polemiche comunque, un argomento che sarebbe davvero interessante da indagare potrebbe recitare così: cosa vuole dire per voi l'Europa della cultura?. Tutte queste possibili tracce per me sono tematiche normali ma che nessuno tocca.

 

(Niccolò Magnani)



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