BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Un prof: "tra Renzi e la Cgil, preferisco Gaber"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Giorgio Gaber (1939-2003) (Immagine dal web)  Giorgio Gaber (1939-2003) (Immagine dal web)

In questi giorni guardate in faccia i maturandi: quando ne vedrete una non schiacciata dall'ansia, dai collegamenti, dalle ripetizioni e dai luoghi comuni, una in cui si affaccia il desiderio, quando sentirete Alessandra che studia e agli amici che le mandano le foto del mare risponde che lei se la sta godendo molto più di loro, lì c'è scritto tutto il cambiamento dell'uomo e della scuola, quella rivoluzione che si può mangiare. Io, per fortuna, li ho incontrati.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/06/2015 - Articolo Capasa (sergio bianchini)

Bravo Prof. Capasa. Da vecchio preside non rituale le dico che mi sarebbe piaciuto avere molti insegnanti come lei. Purtroppo sono prevalsi i sindacales, i "lavoratori della conoscenza" ed i presidi "galleggianti". Su tutto un ministero di "invadenti assenti". Questa è la realtà in cui le persone vere devono continuare ad esistere e parlando con sincerità ammutolire e far arrossire le figure fasulle. Auguri, Sergio Bianchini

 
16/06/2015 - Maria e le prove Invalsi (Stefano De Stefano)

"Se non capisci un alunno non puoi capire una riforma", qual è la verifica di questa sua affermazione? Chi decide se io, docente, sono riuscito a capire i miei studenti? Esistono test, prove oggettive, raffinati strumenti di rilevazione psicologica e statistica in grado di rispondere? O, per caso, quella sua affermazione, riguarda un insieme di relazioni che soltanto in un processo temporale adeguato possono trovare qualche risposta? Forse a Lei è sfuggito che la scuola, negli ultimi 10/15 anni è stata sottoposta ad una micidiale sequenza di cambiamenti e ristrutturazioni ordinamentali che hanno colpito a fondo la capacità dei docenti di credere in quello che fanno. Sono danni profondi, di carattere psicologico culturale ed economico, che hanno incrinato la sicurezza che un docente dovrebbe avere nelle proprie capacità professionali e nelle proprie abilità al coinvolgimento culturale degli studenti stessi. Quella che Lei chiama la Riforma, del governo Renzi, non fa altro che concludere gli ultimi 10/15 anni: dopo aver fatto perdere ai docenti la stima di sé, li riduciamo a meri esecutori in una scuola nella quale il rapporto con gli studenti passa attraverso lim, tablet, aule digitali e quant'altro e un Dirigente, responsabile di tutto, veglierà sulla corretta applicazione dei "diversi" percorsi didattici. Questo è il futuro, caro prof. Capasa. Quanto a Gaber, lo lasci stare: anch'io penso che non avrebbe bloccato gli scrutini, ma perché si sarebbe rifiutato di mettere voti.

 
16/06/2015 - Una prova (Moeller Martin)

A dire il vero se uno deve fare una prova la deve fare e basta. Lei come professore dovrebbe tra le tante cose insegnare anche questo a non a cercare giustificazioni più o meno assurde. Perché devono fare la prova Invalsi? Perché il ministero, che guarda caso è anche il suo datore di lavoro, ha chiesto di farle. A cosa servono? Lo sapranno loro. Non è d'accordo? Si candidi, vinca le elezioni, ottenga la maggioranza in parlamento e le abolisca. In caso contrario e fino a quella data le faccia fare. Gli studenti/scolari si sono rifiutati di farle? Bocciati, ripeteranno l'anno e avranno modo di maturare.

RISPOSTA:

Non le sono chiare due cose: 1. io sono tra quei pochi insegnanti che avrebbe tanto voluto che i propri alunni facessero le prove Invalsi; 2. avere delle domande su quello che si fa non è assurdo; è semplicemente umano. Fare una cosa perché la si deve fare "e basta" è il passo prima del non farla più. VC