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SECONDA PROVA MATURITÀ 2015/ Versione di latino: traduzione o sudoku? (Esami di Stato)

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Come è noto, i Romani non avevano la punteggiatura come noi e scrivevano, solitamente, nella cosiddetta scriptio continua: tutto in maiuscolo e "attaccato" (i segni di interpunzione come il carattere minuscolo saranno "inventati" nel Medioevo). Gli elementi dunque prima menzionati rivestono grande importanza nello scandire (e nel segnalare al lettore-ascoltatore, poiché la lettura nella mente è attestata per la prima volta nelle fonti letterarie nella testimonianza agostinana per il vescovo Ambrogio nel IV d.C.) l'ossatura morfosintattica del testo latino. 

Il percorso verso la soluzione dell'enigmatica versione può continuare come una caccia al tesoro: se si evita di angosciarsi, si taglia la testa a quell'idra che è l'emotività, cattiva consigliera. Tenendo lucida la mente e ben carburata, magari con un po' di cioccolato (mensa sana in corpore sano!), il vocabolario diverrà il fidato compagno del viaggio per capire cosa vuol dire l'autore antico in quel testo: se io vado in un paese straniero di cui conosco poco la lingua come turista, mi sforzerò prima di tutto di comprendere, ad esempio le insegne, utilizzando il vocabolario e poco mi curerò, inizialmente, della grammatica. Questa (apparentemente) banale constatazione ci indica che prima è necessario capire grosso modo il succo del discorso, individuando o i tratti salienti dell'argomentazione se si tratta di passo oratorio o filosofico (Seeneca con il suo stile drammatico è un ever green rispetto al tradizionale Cicerone), o i rapporti di causa-effetto se siamo di fronte a una narrazione storica (prestare la massima attenzione agli "svarioni" della inconcinnitas di Tacito e ai "saliscendi" di Sallustio!).

"Portare alla comprensione" ovvero "mediare la comprensione" è il passo propedeutico per preparare la resa in italiano del passo latino: faccio dunque una traduzione di servizio, per così dire, che serve appunto a capire quanto ho capito. Dopo aver allestito un testo italiano "mediato" (una traduzione letterale? Se proprio non capisco quel punto della versione, non la farei nemmeno letterale… ma ci ritorno in un secondo momento) per tutta la versione latina, mi concedo qualche minuto di decantazione per dare requie alla mente: ora sono pronto per costruire un testo in italiano corretto e accettabile. Molto rimarrebbe da dire, ma molto gli studenti hanno già fatto sotto la guida dei loro docenti nel corso dell'anno scolastico e questo è quel che importa. Scriveva Girolamo, colui che ha tradotto dall'ebraico e greco in latino la Bibbia: quanquam hoc tantum probare voluerim, me semper ab adolescentia non verba, sed sententias transtulisse… come a dire che anche lui da ragazzo traduceva non le parole ma il senso, ma in latino corretto! A tutti — alunni e docenti — un augurio di buon lavoro. Ma anche a chi a Trastevere sceglierà la versione.

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