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SECONDA PROVA MATURITÀ 2015/ Versione di latino: traduzione o sudoku? (Esami di Stato)

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MATURITÀ 2015 SECONDA PROVA LICEO CLASSICO (ESAMI DI STATO): TRADUZIONE VERSIONE DI LATINO - A leggere il giudizio foscoliano su Vicenzo Monti, celebre e ai suoi tempi celebrato autore di un volgarizzamento dell'Iliade (egli era un "gran traduttor dei traduttori"), si capisce che il poeta era stato generoso: Monti non sapeva il greco, ma aveva utilizzato traduzioni precedenti raggiungendo vette poetiche. I nostri liceali, mediamente, non sono certo tutti grandi traduttori ma più prosaicamente sperano di non diventare traditori della versione latina che sarà assegnata loro come seconda prova alla maturità classica.

Secondo le teorie della psicologia cognitiva la lettura è un processo, un'abilità del tutto naturale: comprendere e imparare sono fondamentalmente la stessa cosa, cioè mettere in relazione il nuovo con il già noto. La predizione è il cuore della lettura: tutti gli "schemi" mentali che costituiscono la nostra conoscenza del background di luoghi e situazioni, di discorsi scritti, generi e storie. La comprensione è dunque assenza di confusione e, date queste premesse, attivare le nostre conoscenze storico-culturali per dare un soffio di vita alla versione è il primo passo per non trasformare l'atto traduttivo in un sodoku (meta)linguistico di dubbio esito.

Non buttiamoci sul dizionario, che è un ammasso di parole e locuzioni, per cercare le famigerate frasi fatte, ma sul foglio bianco organizziamo in una sorta di brain-storming le nostre conoscenze e nozioni che il titolo della versione, spesso dato in italiano, e l'autore, spesso studiato nella storia della letteratura, ci suggeriscono.

Tiriamo un respiro profondo e attraversiamo il metaforico ponte dei sospiri che congiunge il lato del primo approccio intuitivo all'altra sponda, dove dobbiamo mettere in cimento tutta la nostra abilità di traduttori. Secondo il teologo e filosofo tedesco Gerhard Ebeling, "l'origine etimologico di hermenéuo e dei suoi derivati è controversa ma rinvia a radici col significato di 'parlare', 'dire' (in connessione col latino verbum o sermo). Il significato del vocabolo va cercato in tre direzioni: asserire (esprimere), interpretare (spiegare) e tradurre (fare da interprete). Si tratta di modificazioni del significato fondamentale di 'portare alla comprensione', di 'mediare la comprensione' rispetto a differenti modi di porsi del problema del comprendere: sia che venga interpretato un fatto mediante parole, un discorso mediante spiegazione, un enunciato in una lingua straniera mediante una traduzione".  

La gran parte degli studenti, che forse non raggiungono l'acme della competenza dei concorrenti delle Olimpiadi di cultura classica e dei numerosi certamina che infestano le patrie regioni,  ricorrerà all'arte sibillina; come poetava il sommo Dante: "Così la neve al sol si disigilla/ così al vento ne le foglie levi/ si perdea la sentenza di Sibilla". Orbene, un filo rosso che deve guidare con sicurezza il candidato nel labirinto del periodare latino, è che le parole che compongono il testo non sono foglie latine in balia del vento della casualità, ma sono concatenate e legate tra loro da una regolarità morfosintattica: come in una radiografia individuiamo, con acribia, preposizioni, congiunzioni e connettivi. 



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