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TEMI SVOLTI MATURITÀ 2015 / Diritto all'istruzione, Malala Yousafzai (Tipologia D, tema di ordine generale) di Monica Mondo (Esami di Stato)

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Malala Yousafzai  Malala Yousafzai

TEMI SVOLTI MATURITÀ 2015: TRACCIA DI ORDINE GENERALE (ESAME DI STATO 2015) Che un insegnante, un libro e una penna possano cambiare il mondo ci pare un'affermazione altisonante e gonfia di retorica. Abbiamo già imparato ad assumere negli anni di scuola un atteggiamento scettico, a tratti cinico, nei confronti dei maestri, dei professori che ci sono toccati in sorte, per non dire dei materiali didattici che strapazziamo fino alla disgregazione. Soprattutto, pensiamo che il mondo non si possa cambiare affatto, e forse neppure ci interessa. Abbiamo altro per la testa, quando stancamente aspettiamo il suono della campanella, dopo ore di quest'obbligo che si chiama scuola. Gli amici, la ragazza, la serata da organizzare. Quel giro in motorino, la partita di pallone. Insegnanti, libri, e pc, le penne sono uno strumento accessorio, sono l'intervallo forzato, dove non scorre la vita vera. Non danno neppure la garanzia di un lavoro, rispondono solo al desiderio o all'imperativo parentale o sociale. I nostri desideri sono altrove, se ne abbiamo.

Però, questa fiducia incondizionata nella scuola che può trasformare la realtà, nella scuola che può addirittura essere costruzione di diritti e di pace, non viene da una commissione di saggi o da qualche stanco politico pronto a rampogne, ma da una ragazzina di 17 anni, che ha saputo mantenere il candore della giovinezza, nonostante quello che ha passato. Malala Yousafzai è diventata un simbolo, per la brutale aggressione con cui fanatici talebani hanno tentato di far tacere la sua voce, che chiedeva con testarda ingenuità di poter studiare, anche se donna, anche se soffocata da una religiosità malata che considera la cultura infame e blasfema. Le hanno sparato in testa, perché da anni raccontava in un blog ripreso dai media occidentali — dunque demoniaci di per sé — che alle ragazze come lei è proibito studiare, leggere, sognare un lavoro. E' viva, curata, accolta e rifugiata in Inghilterra, e non ha smesso di parlare, anzi. Non solo ai ragazzi del suo paese, il Pakistan, ma a tutti i ragazzi del mondo, alle istituzioni, a chi cerca di operare per il bene comune.

Non è accettabile che la conoscenza sia negata; non è accettabile accettarlo, magari rispolverando un distorto senso di differenze culturali e di civiltà. Ci sono le leggi e le convenzioni, e poco sarebbe, visto che leggi e convenzioni normalmente sono trascurate e trasgredite appena stilate; ma c'è soprattutto una coscienza personale e comune che ci attrae alla libertà, alla naturale voglia di sapere, che è un diritto di tutti, una promessa di cambiamento per ciascuno e per i popoli. Malala con un libro e una penna ha cambiato se stessa e sta cambiando il suo mondo, perché le sue parole arrivano a tanti suoi coetanei, la sua fama provoca, spiazza, mette alla berlina la follia dei regimi fondamentalisti, chiede responsabilità ai governi cosiddetti democratici, che si occupino dei diritti civili elementari non solo quando toccano i loro interessi.



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