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TEMI SVOLTI MATURITÀ 2015 / Letteratura come esperienza di vita (Tipologia B, tema di ambito artistico-letterario) di Carmen Costanza (Esami di Stato)

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Todorov, nel suo scritto La letteratura in pericolo, sostiene che la letteratura non nasce per modificare le cose percepite, per trasformare in verde ciò che è rosso (riprendendo l'esempio di prima), ma allarga i nostri orizzonti, insomma ci educa a guardare meglio per cogliere ciò che prima non coglievamo di quanto già c'è. Non si tratta quindi di creare una realtà altra rispetto a quella fatta di persone, scarpe, poltrone e finestre (come si vede nel dipinto di Hopper), ma di interrogarla per provare a conoscerne sempre più a fondo la verità.

Ma cos'è, allora, la letteratura? Darne una mera definizione significherebbe commettere un omicidio. Omicidio, perché essa vibra della vita umana, dell'esperienza che ogni uomo può fare di sé, del mondo, della realtà, della vita in tutte le sue sfaccettature. E tra le mille pieghe della vita ci sono anche gli errori, le sviste… per questo non bisogna scandalizzarsi se talvolta ci si imbatte davvero in delle falsità. Non sempre dietro la penna che ha scritto quei versi c'è un uomo menzognero, che orgogliosamente vuol farsi padrone delle cose, può esserci semplicemente un uomo che ha sbagliato.

La letteratura è come la documentazione di quel rapporto così drammatico che c'è tra l'io e il mondo,; potrebbe essere la traduzione in parole di questa "lotta". E quanto più un uomo è leale nel combattere questa lotta, tanto più c'è il rischio che inizi ad esprimersi con parole pesanti come macigni, perché vere. E quanto più queste sue parole pretendono di essere vere, tanto più lo spingono ad andare incontro agli altri, per comunicargliele, per metterle alla prova, ma mai per imporle.

Ciò che stupisce della letteratura è che dona a ciò che di più tipicamente umano ci sia, ovvero la parola, la forma e l'eleganza adeguate per una missione così importante come quella di comunicare un'esperienza vera. Sempre, quando assolve questo compito, la parola libera, fosse anche una parola intrisa di tragedia, perché ciò che libera è il poter conoscere la verità delle cose.



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