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TEMI SVOLTI MATURITÀ 2015 / Mediterraneo, specchio di civiltà (Tipologia B, tema di ambito storico-politico) di Renato Farina (Esami di Stato)

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Occorre far essere di nuovo il Mediterraneo come un mercato dove non si scambiano solo merci, ma cultura, umanità; come luogo di vita dura ma positiva. Insomma: ridare vita al Mediterraneo, ormai simbolicamente trasformato in cimitero senza fiori. La volontà egemonica delle potenze in congiunzione nefasta con l'espansionismo criminale dello stato islamico lo ha reso uno di quei bacini artificiali che i romani usavano per i giochi e le battaglie navali, dove si udivano gli schiavi scandire: "Ave, Caesar, morituri te salutant" (Svetonio). Quel grido ci ferisce ancora e ci giunge "dai malmessi trabiccoli destinati ad affondare nel canale di Sicilia. Un mare che, anziché unire, erige nuove barriere tra la nostra e le altre sponde" (Paolo Frascani, Il mare). 

La geografia, e con essa la geopolitica, dice questo, oggi, alla nostra storia. Ma non è una dannazione. Non è un destino che dobbiamo subire inesorabilmente. Essa è una sfida alla libertà dei popoli che dovranno esprimere leader politici capaci non di risolvere tutti i problemi — non è mai accaduto nella storia — ma almeno di attraversarli con il desiderio di pace e prosperità, accettando il lascito vivente della tradizione trasmessa dai padri. Vale per noi, vale per i popoli del Maghreb. Il futuro o sarà di cooperazione e di meticciato mediterraneo, con il necessario governo di immigrazione e la sconfitta culturale e militare del jihadismo, oppure non ci sarà nessun futuro. Ma lo stesso varrà per l'altra Europa, quella del Nord. La solidarietà continentale non è solo un valore morale: conviene.



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