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TEMI SVOLTI MATURITÀ 2015 / Resistenza partigiana (Tipologia C, tema di argomento storico) di Lorenzo Roesel (Esami di Stato)

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A leggere ora il suo "testamento spirituale" emergono chiaramente quegli elementi caratteristici, tematici e di linguaggio, che hanno fatto più volte definire la Resistenza da parte di illustri storici come Alberto Mario Banti, come un "Secondo Risorgimento". Ed in fondo, queste ultime righe di Fenulli non hanno nulla a che invidiare al discorso romantico-nazionale di letterati e artisti come Foscolo, Manzoni, Berchet o Verdi. Esattamente come nel Risorgimento la lotta clandestina per un'Italia unita si nutriva non solo di illuminanti esempi ma anche di discorsi in grado di influenzare in profondità la ragione e i sentimenti di una parte significativa dell'opinione pubblica della penisola, così durante la Resistenza si sviluppa un'idea di Nazione attraverso le memorie, gli ultimi scritti o gli atti di persone come Dardano Fenulli. 

Il suo è un patriottismo identitario vissuto come appartenenza, disponibilità all'estremo sacrificio e attaccamento estremo alla libertà che — spiace dirlo — poco ha a che spartire con un certo "neo-patriottismo" italiano o con i recenti rigurgiti nazionalistici ereditati d'Oltralpe. 

Innanzitutto perché il neo-patriottismo (nato con il pregevole intento di mantenere l'integrità dell'unità statale italiana) ha finito per riproporre, con minime variazioni, il blocco discorsivo del nazionalismo classico — così come si era sviluppato tra Risorgimento e Fascismo — articolandosi intorno a parole-chiave, discorsi e rituali inadeguati ad affrontare le sfide del XXI secolo. Il nazionalismo "di ritorno" di cui si vedono ad oggi gli effetti trasversali su una numerosa parte della società italiana, dal canto suo, non rappresenta altro che un'abile strategia politica di ricerca identitaria: prova ne è il fatto che, per esistere, questo nazionalismo ha bisogno di un nemico contro cui coagularsi. L'unità iper-nazionalistica recente non può prescindere per continuare ad esistere e ad esercitare il suo influsso magnetico sulla società dall'identificazione di un avversario da sconfiggere (come l'Unione Europea) o di una minoranza linguistica da discriminare.

La differenza con il patriottismo di Dardano Fenulli e con il significato morale e civile dell'episodio delle Fosse Ardeatine è evidente. Non per dei rituali o dei discorsi ma per una ferma coscienza di appartenenza, non per un nemico, ma per un amore alla libertà del proprio paese: sono questi i due punti fermi che la memoria storica delle Fosse Ardeatine, di Dardano Fenulli e di molti altri eroi della Resistenza ci tramandano. Sperando che, di questo insegnamento, si faccia adeguata memoria nelle scuole e nelle famiglie, per non cadere nel pericolo citato in tempi non sospetti da Ugo Ojetti: "L'Italia è un paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria".



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