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TRADUZIONE VERSIONE LATINO / Maturità 2015, Tacito, testo e commento: le reazioni degli studenti dopo la seconda prova (oggi, 18 giugno 2015)

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Maturità 2015, la versione è di Tacito  Maturità 2015, la versione è di Tacito

Seconda traduzione del brano di Tacito di Giovanni de LucaGabriele Conte e Angelo Mascheroni: possibile votazione finale da 8.

 

Ormai la forza fisica e il vigore abbandonavano Tiberio, ma non veniva meno  la capacità di dissimulazione: lo stesso si può dire della sua durezza d’animo; circospetto nelle parole e nell’espressione, con una sforzata cordialità mascherava la debolezza che pure era evidente. Cambiata molto spesso dimora, si stabilì infine presso il promontorio di Miseno, nella villa che un tempo era appartenuta a Lucio Lucullo. Lì si venne a sapere che si stava avvicinando alla morte in questo modo: vi era un medico, di nome Caricle, noto per la sua perizia, che non era solito prendersi effettivamente cura della salute del principe, ma gli forniva molti consigli. Costui, come se stesse per partire per i propri affari stringendogli la mano con il pretesto di un dovere di etichetta, gli tastò le vene del polso. Non lo ingannò: infatti Tiberio, forse infastidito e reprimendo ancora di più l’ira, ordinò di imbandire il banchetto, e rimase a tavola oltre il normale, come per onorare l’amico che stava partendo. Tuttavia Caricle confermò a Macrone che le forze vitali del principe stavano venendo meno, e che non sarebbe durato più di due giorni. Perciò si affrettarono tutti i provvedimenti, con colloqui tra i presenti e con messaggi ai legati e agli eserciti. Il sedici marzo, poiché il respiro si era interrotto, si credette che Tiberio avesse terminato la sua vita terrena; e Caio Cesare, con un nutrito seguito di persone che si congratulavano, usciva a prendersi i primi attimi del potere, quando all’improvviso fu annunciato che a Tiberio era tornata la voce, che aveva riaperto gli occhi e che chiamava alcuni che gli portassero del cibo per riprendersi dal malore. Da qui uno sgomento generale, molti si dispersero qua e là, ognuno faceva finta di rattristarsi o di non sapere nulla; Cesare, immobile nel silenzio, aspettava – dalla più turpe speranza – gli estremi provvedimenti. Ma Macrone, senza esitazione, ordinò di soffocare il vecchio sotto un grosso mucchio di vesti e di allontanarsi dalla soglia. Così Tiberio morì, all’età di settantotto anni.



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