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MATURITA' 2015/ Dalla terza prova al voto finale, la "follia" di un sistema macina-studenti

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Il labirinto però non è finito. Pubblicati i voti delle tre prove e tenuto conto del credito acquisito, nessuno sa con quale voto si diplomerà  l'allievo. Manca il colloquio orale interdisciplinare: della durata di circa un'ora, consta al massimo di 30 punti, come all'università. Inizia con la cosiddetta testina o argomento di partenza, scelto dallo studente. Prima di internet poteva avere un senso, ma oggi è l'inno alla scopiazzatura, al collage di brani, alla rimasticazione di argomenti desueti. Il tutto con la frequente tolleranza dei docenti, che preferiscono uno schema al testo completo, per evitare di strapparsi le vesti. In quest'occasione viene valorizzato il nesso tra argomenti di varie discipline, ma spesso il risultato finale è uno zibaldone di argomenti con legami tirati per i capelli.

Tutto finito? Non ancora. In sede di scrutinio finale la commissione può attribuire il cosiddetto bonus di 5 punti, che può essere assegnato dalla commissione a tutti gli studenti che raggiungono almeno 15 punti di credito complessivo e 70 punti nelle prove d'esame. Visto che tutto deve essere trasparente e oggettivo (i tre scritti e il colloquio hanno delle griglie di valutazione stabiliti dalla commissione), anche qui i criteri sono stati stabiliti prima. 

Ecco ancora l'ingranaggio diventare quasi kafkiano. Gli studenti che raggiungono 98 o addirittura il 99/100 rimangono al palo, perché la procedura è talmente rigida che non si può modificate nulla. E' il paradosso del trionfo di una somma di parti immodificabili a discapito dell'insieme. Inoltre la rigidità concorsuale trova spazio anche nei livelli di sufficienza qualificata, stabilita a priori in 10/15 (e non 9/15) per gli scritti e in 20/30 e non 18/30, per gli orali. L'arcano segreto si compone alla fine, nello scrutinio finale, in cui, calcolatrice alla mano, i commissari, da bravi ragionieri — e non docenti che hanno seguono i loro alunni sotto gli aspetti  formativi e scolastici — sommano le parti e asetticamente decidono il voto. 

Questo esame di Stato è superato proprio per il criterio che sovrintende al suo meccanismo: un ingranaggio che macina gli studenti, non si preoccupa della loro formazione, delle conoscenze e competenze, ma solo del rispetto formale delle procedure. C'è solo un soggetto che trionfa: le burocrazie ministeriali. Gongolano perché almeno una volta all'anno ispettori, dirigenti, presidenti di commissione possono contare qualcosa; una volta all'anno sono al centro dell'arcipelago scuola. Così prevale il centralismo e non l'autonomia. Ma chi sono gli studenti qualcuno lo sa?



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COMMENTI
21/06/2015 - Esami di Stato (lucia corucci)

La sua riflessione, interessante, non mi trova d'accordo. L'esame di Stato in vigore, seppur perfettibile,non è poi così male. Lo dico per esperienza di madre (la mia più piccola è sotto esame, gli altri figlilo hanno affrontato in passato) e di docente di Lettere. I crediti assicurano un po' di equità, riconoscendo un punteggio al lavoro di tre anni, le prove sono fattibili, portare a 10 la suff. per gli scritti ed a 20 per l'orale è un bene per gli allievi. La tesina? Si, copiano, sta ai prof. cercare di far presentare cose almeno decenti... Non è vero che con 98 nn si prende 100, scatta il bonus. È un momento importante per i ragazzi, è il primo vero esame della vita. Accompagnamoli con affetto, senza farsi troppe inutili domande. Lucia Corucci, docente di Materie Letterarie e Latino, Liceo Carducci Pisa