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MATURITA' 2015/ Dalla terza prova al voto finale, la "follia" di un sistema macina-studenti

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MATURITA' 2015, ESAMI DI STATO - L'attuale esame di Stato, introdotto per la prima volta nel 1999, non ha ancora raggiunto la maggiore età e già mostra i primi segni di incipiente vecchiaia. Lo volle l'allora ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer per superare il modello della sperimentazione varato sull'onda della contestazione nel 1969. Con l'altisonante definizione di "esame di maturità", il modello in vigore dal 1969 al 1999 voleva superare l'odiatissimo nozionismo, ma non andò tanto lontano e più che le nozioni, limitò le conoscenze. Con Berlinguer invece si mirò alto e oltre all'inserimento del colloquio multidisciplinare si volle introdurre il peso del percorso scolastico (il cosiddetto credito, che viene attribuito a ogni singolo studente per ogni anno del triennio); in più un terzo scritto con modalità del questionario o del quiz (a risposta multipla) che doveva misurare le conoscenze delle altre materie orali. 

Per non incorrere poi nell'arbitrio delle commissioni e per ovviare alle disparità tra scuole, venne scelto il modello concorsuale, secondo il quale gli esaminatori attribuiscono punteggi separati l'uno dall'altro, che solo alla fine vengono sommati e producono il voto finale. Un ingranaggio in divenire che, nel tentativo di favorire l'obiettività, più che la persona nel suo insieme, con qualità e competenze, misura le singole prestazioni. Per di più le commissioni non possono conoscere il risultato finale se non dopo il colloquio e l'attribuzione del cosiddetto bonus di 5 punti, con cui vengono premiati gli studenti migliori per raggiungere il massimo dei voti (100/100) o avvicinarsi alla meta. 

Ma per spiegare l'ingranaggio che macina letteralmente gli studenti andiamo con ordine e torniamo dall'inizio.

Il credito scolastico per un massimo di 25/100 viene attribuito negli scrutini degli ultimi tre anni del percorso di studi in base alla media matematica dei voti, con un punto in più ogni anno se l'alunno ha svolto attività formative di vario genere. Questa dote viene sancita definitivamente allo scrutinio di ammissione. Poi ci sono tre prove scritte valutate in quindicesimi che al massimo permettono di ottenere 45 punti. Tra queste svetta la cosiddetta "terza prova", emblema dell'artificiosità del sistema e paradigma del meccanismo in divenire. E' composta da 4, 5 discipline con questi aperti (risposta in 20 righe) o chiusi (risposta multipla con 4 opzioni) e ogni elaborato è valutato in quindicesimi: la somma dei risultati viene divisa per le materie in cui si sono misurati i candidati e si arriva così alla valutazione. E' complicato? Facciamo un esempio. Inglese 11, fisica 12, storia 10 e latino 9, danno una somma di 42 che diviso per 4 fa 10,5, punteggio che viene elevato a 11 il quale per tutti i mortali significa aver raggiunto in decimi il famoso 6/7, o 7- che dir si voglia.



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COMMENTI
21/06/2015 - Esami di Stato (lucia corucci)

La sua riflessione, interessante, non mi trova d'accordo. L'esame di Stato in vigore, seppur perfettibile,non è poi così male. Lo dico per esperienza di madre (la mia più piccola è sotto esame, gli altri figlilo hanno affrontato in passato) e di docente di Lettere. I crediti assicurano un po' di equità, riconoscendo un punteggio al lavoro di tre anni, le prove sono fattibili, portare a 10 la suff. per gli scritti ed a 20 per l'orale è un bene per gli allievi. La tesina? Si, copiano, sta ai prof. cercare di far presentare cose almeno decenti... Non è vero che con 98 nn si prende 100, scatta il bonus. È un momento importante per i ragazzi, è il primo vero esame della vita. Accompagnamoli con affetto, senza farsi troppe inutili domande. Lucia Corucci, docente di Materie Letterarie e Latino, Liceo Carducci Pisa