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MATURITA' 2015/ Esame di stato, una "macchina" da rottamare e cambiare. In 4 mosse

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Per ripensare ad un nuovo modello di esame finale occorre guardare alle esperienze virtuose che esistono già nel nostro Paese e, soprattutto, all'estero: ad esempio all'utilizzo, in sede di valutazione finale, dei crediti e del portfolio studente, alla considerazione delle valutazioni acquisite dall'alunno nel corso di studi, al modello di valutazione già previsto per le qualifiche professionali che valorizza esperienze di tipo pratico, alla produzione di lavori di approfondimento personale su discipline scelte dallo studente nell'ultimo anno, all'utilizzo di  prove standardizzate gestite e valutate da un sistema nazionale di valutazione "terzo" rispetto all'amministrazione e all'istituto scolastico, ai fini di una certificazione credibile per i vari percorsi di inserimento nella vita attiva.

C'è un modello estero a cui guardare?
Dalla Germania si può assumere, per citare un esempio, proprio il collegamento tra l'impostazione degli studi ed il modello di esame. L'esame di stato del secondo ciclo è un atto interno alla singola scuola: vengono considerati i voti riportati negli scrutini degli ultimi anni e vengono utilizzati sia elementi di preparazione generali, sulla base di standard nazionali, sia produzioni frutto di approfondimento personale dello studente riferite a materie da lui scelte, che si traducono in presentazione di un saggio annuale o di un progetto multidisciplinare. Nei tecnici e professionali poi sono valutate prove svolte nel tirocinio in azienda. Un modello che valorizza, nell'ultimo anno di corso di un liceo o di un istituto tecnico, le scelte personali dei giovani, il suo  lavoro di ricerca e l'arricchimento acquisito attraverso esperienze laboratoriali.

Facciamo un'ipotesi dell'irrealtà, risponda sinceramente. Le è data la possibilità di scegliere se tornare alla formula ante-riforma Berlinguer, oppure tenersi questo esame di stato che c'è adesso. Cosa sceglie?
Nessuna delle due formule: sono fuori tempo massimo!

E' il valore legale che ha deprezzato l'esame di maturità, o è il suo esito, prevedibile e scontato, che ha deprezzato il valore legale?
La proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio va seriamente considerata, così che la preparazione di uno studente che un esame conclusivo attesta valga per quello che effettivamente dimostrerà di sapere e saper fare attraverso la prova d'esame. La consegna di un titolo di studio con "valore legale" è ormai ridotta ad adempimento dovuto in nome del dettato costituzionale e l'esame non è più, da tempo, l'elemento utile né per una chiara valutazione finale, né per l'ammissione all'università e neppure per raccogliere adeguate informazioni sull'efficacia del nostro sistema scolastico: non a caso da molti anni gli atenei snobbano gli esiti di questo esame, utilizzando invece propri test e cercando semmai valutazioni degli anni precedenti al quinto. Addirittura per alcune facoltà i test vengono ormai fatti prima dello svolgimento dell'esame di stato.

L'autonomia può o potrebbe cambiare l'esame di stato senza toccare l'estremo opposto, ovvero l'anarchia valutativa? 



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COMMENTI
22/06/2015 - Smettere di fare i coperchi al posto del diavolo (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido la diagnosi. Il rapporto costi/benefici è fallimentare. Si spendono in media 40.000 euro per ogni bocciato, sono risorse che andrebbero meglio impiegate per iniziative SERIE di recupero. E poi, come si fa ad ignorare la mega-fabbrica di bugie costituita dagli scrutini finali? Segnalo la testimonianza triste e sarcastica di Pietro Ratto: “IL SORPASSO - L’ENNESIMO SCRUTINIO-FARSA”. Questo il link: http://www.retescuole.net/wp-admin/post.php?post=7503&action=edit