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MATURITA' 2015/ Esame di stato, una "macchina" da rottamare e cambiare. In 4 mosse

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Cominciamo col dire che per le superiori, la nuova impostazione dei percorsi di studio avviata con i DPR del 2010 poteva far prevedere, a partire da questo anno scolastico, una riscrittura nuova e coerente delle modalità di valutazione conclusiva degli studi superiori: anche questa volta, invece, come, peraltro, nelle precedenti riforme, non vi è stato alcun significativo collegamento della forma di valutazione conclusiva con l'ordinamento degli studi avviato, se si eccettua una debole modifica della seconda prova scritta e l'introduzione dell'accertamento dei moduli Clil svolti durante l'anno.

Vediamo di capirci però. Quello che dice in che cosa si traduce?
Primo. Si deve rivedere l'impostazione del curricolo dell'ultimo triennio di studi caratterizzandolo con la possibilità di scegliere materie a carattere orientativo, laboratoriale e flessibile: nessuna delle riforme introdotte in questo decennio ha collegato, invece, forme di valutazione conclusiva con modifiche dell'organizzazione degli studi esistente.

Secondo?
Ripensare la finalizzazione dell'esame conclusivo: nei paesi più avanzati, se ci sono gli esami d'ingresso all'università non c'è l'esame finale della scuola secondaria di II grado; se c'è invece un esame di stato (e in questo caso è selettivo) non ci sono test d'accesso all'università: ne è un esempio il  baccalauréat francese, dove negli ultimi anni la percentuale dei promossi sui candidati non raggiungeva mai l'80 per cento. 

Vada avanti...
Terzo. Dare valore e misurare le esperienze di tipo culturale e formativo che lo studente sperimenta nell'ultimo triennio.

Poi?
Caratterizzare l'ultimo anno delle superiori con una quota di discipline che lo studente possa scegliere in funzione orientativa rispetto alla scelta dell'università o delle carriere lavorative: percorsi "vocazionali" caratterizzati anche da esperienze di ricerca e personalizzanti sulle quali operare, in sede di esame finale, serie valutazioni e riscontri di competenza. Insomma, serve un esame in cui gli studenti siano protagonisti.



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COMMENTI
22/06/2015 - Smettere di fare i coperchi al posto del diavolo (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido la diagnosi. Il rapporto costi/benefici è fallimentare. Si spendono in media 40.000 euro per ogni bocciato, sono risorse che andrebbero meglio impiegate per iniziative SERIE di recupero. E poi, come si fa ad ignorare la mega-fabbrica di bugie costituita dagli scrutini finali? Segnalo la testimonianza triste e sarcastica di Pietro Ratto: “IL SORPASSO - L’ENNESIMO SCRUTINIO-FARSA”. Questo il link: http://www.retescuole.net/wp-admin/post.php?post=7503&action=edit