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SCUOLA/ Studiare (e insegnare) filosofia, la "rivoluzione" comincia così

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La nebulosa di Orione (Immagine dal web)  La nebulosa di Orione (Immagine dal web)

Porre domande che permettano di riscoprire l'esperienza come spazio di incontro tra la realtà e l'io è quanto di più importante si possa proporre ai giovani in un'epoca confusa e smarrita come la nostra.

In secondo luogo il lavoro nei team per la produzione degli elaborati scritti e multimediali ha favorito, in molti studenti e docenti, la percezione che la scuola può essere davvero il trampolino di lancio per conseguire una conoscenza appassionata del mondo e di sé, e non soltanto un luogo chiuso in se stesso che la società obbliga a frequentare in vista dell'università o del mondo del lavoro. Per esempio, il laboratorio di filosofia online "Casi di etica", a cura di Antonio Petagine della Fondazione Rui, ha mostrato agli studenti quanto sia fondamentale per il quotidiano diventare consapevoli dei criteri che mettiamo in campo nel momento in cui ci troviamo di fronte a una scelta esistenzialmente importante.

Un terzo aspetto caratterizzante il lavoro delle RD è la scelta di confrontarci con alcuni tra i più competenti e appassionati studiosi del mondo accademico. Questa scelta trova la sua prima ragion d'essere nella convinzione che il gusto per la ricerca può smuovere energie spesso sopite e dormienti, sia tra gli allievi sia tra i docenti. Guardare e ascoltare uomini in ricerca è un potente antidoto all'autoreferenzialità e alla rassegnazione e permette di fatto la costruzione di nuovi e aggiornati percorsi di lavoro dentro e fuori la scuola.

Il fatto stesso che i nostri allievi abbiamo potuto, per tre giorni, interloquire e interrogare i professori universitari intervenuti e poi discuterne insieme ai propri docenti, ha reso visibile quella continuità tra scuola e università spesso auspicata a parole e raramente realizzata di fatto.

Infine, in questa seconda edizione delle RD abbiamo voluto dare agli studenti partecipanti l'occasione di mettere alla prova anche le proprie competenze dialettiche e argomentative attraverso i seminari di discussione Age contra, grande novità di questa seconda edizione del Concorso. Gli Age contra, guidati da Adelino Cattani, docente di Teoria dell'argomentazione dell'Università di Padova, hanno visto sfidarsi, davanti a una platea curiosa e attenta di circa 700 studenti, due team Senior e due team Junior, sorteggiati tra quanti si erano dati disponibili. Sono stati individuati due topici: "Pur di garantire la sicurezza è lecito ridurre la libertà" (per i team Junior) e "La libertà di stampa è un bene che va sempre e comunque preservato" (per i teamSenior). A ciascuna coppia di team, Junior e Senior, è stato assegnato per estrazione il compito di sostenere rispettivamente un team la tesi pro, l'altro quella contro il topico. L'impegno appassionato dei giovani disputanti e l'interesse suscitato negli spettatori hanno reso evidente che la capacità di esprimere con ragionevolezza e convinzione le proprie tesi è un'esigenza inaggirabile della ragione che si apre con meraviglia a comprendere il mondo e i problemi. In questo senso gli Age contra hanno soddisfatto un'esigenza spesso tralasciata nella didattica ordinaria e hanno indicato una strada percorribile per tutti coloro che vorranno inserire nell'insegnamento della filosofia moduli didattici volti allo sviluppo delle competenze argomentative e retoriche.



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