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MATURITA' 2015/ E' solo un "Truman Show", recitano tutti

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Dal film "The Truman Show" di P. Weir (1998) (Immagine dal web)  Dal film "The Truman Show" di P. Weir (1998) (Immagine dal web)

Gli esami di maturità sono un Truman Show: recitano tutti. Terza prova: l'impaccio più totale. Fisica? Cos'è 'sta roba? Lo spettro della pagina bianca. E allora… brusio, agitazione, suppliche, torsioni del busto a 360 gradi, occhi prensili, banchi posseduti dagli spiriti, che si avvicinano centimetro dopo centimetro. Ed eccoli, gli insegnanti compiacenti (quelli stessi che difendono la scuola pubblica). Come bambini che giocano al gatto e al topo, il commissario interno chiacchiera di Renzi con l'esterno che si è portato fuori (è esterno, appunto), con la scusa del cappuccino, facendo finta di non vedere che girano vocabolari di inglese ripieni di fisica, e di tanto in tanto, quando il brusio assurge a mercato del pesce, si limitano a un "ragazzi, insomma!", o perfino alla minaccia di ritirare i compiti, meno credibile di quando la signora sulla spiaggia promette ogni cinque minuti di bucare il pallone ai ragazzini che ci giocheranno invece per tre mesi di fila.

«È il potere dei più buoni», come cantava Gaber. Che sfigati quegli alunni a cui professori cattivi non hanno già rivelato sotto banco le tracce della terza prova, o quelle classi dello scientifico in cui gli interni non sono riusciti a inserire educazione fisica al posto di fisica! Secondo un sondaggio, uno studente su due ha avuto suggerimenti dagli insegnanti, e uno su quattro ha copiato da internet. E se ancora permanessero valutazioni negative, che si fa? Si pompa il voto di italiano, tanto lì basta sparare quattro fesserie per avere 13 quindicesimi. "Dài, aiutiamoli, questi ragazzi!". Meno male che qualcuno ha anche passato tutta la seconda prova, così il troglodita improvvisamente è diventato bravo quanto il bravo. 15 pari. Egalité!

Va be', cose che si sanno. Però non sia mai che mi abitui all'assurdo, preferisco morire prima. Ai crocerossini della scuola vorrei chiedere: primo, cosa significa aiutare i ragazzi? Farli copiare vuol dire aiutarli? Alzare il voto vuol dire aiutarli? Usciamo, per favore, dalla logica dei buoni e dei cattivi, dello stare dalla loro parte o dell'essere troppo fiscali, della commissione tranquilla e di quella che rompe. Ragioniamo in termini di scopo: vorresti che tuo figlio fosse trattato così? ammettere agli esami alunni imbambolati di fronte a una prova di matematica neanche fosse giapponese vuol dire averli aiutati? Il professore che spiega senza farsi capire, poi falsifica il voto finale, poi pensa una traccia, poi la svolge, poi la passa, poi alza il voto allo scemo che nemmeno è riuscito a copiare, quando inizierà ad avere un rapporto con la realtà? quando accoglierà il suggerimento di cambiare il suo metodo? quando si accorgerà che i ragazzi vanno in tilt davanti al mare magnum di cinque materie da ripetere a causa dell'impostazione analitica dello studio che lui ha favorito?



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