BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Esame di stato, dalle commissioni al Tar il passo è breve

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

La dittatura dell'uniformità, dell'imparzialità, l'ossessione della valutazione oggettiva, sempre più spersonalizzata e astratta, domina oramai in tutti i meandri della scuola italiana, grazie alle griglie di valutazione. Così si valutano gli scritti e le prove orali. Poi sono presi in esame, grazie a parametri standard, anche le unità di apprendimento e i moduli didattici. Comprensione del testo adeguata, capacità di rielaborazione sufficiente, argomentazione disorganica, abilità nel calcolo ottima e morfologia e sintassi inadeguata, solo per fare qualche esempio. Insomma ce ne sono di tutti i tipi, con valutazioni in decimi in quindicesimi, con pesi e senza pesi, con descrittori e indicatori, che spaccano il capello in quattro come il bisturi di un chirurgo. E' sufficiente navigare sul web per rendersene conto. 

All'esame di Stato la griglia è questione di vita o di morte, è il moloch ai cui sacrificare tutto, perché il vero fattore inconfessabile per presidenti è commissari è la paura del ricorso, che le famiglie affidano ad avvocati sempre più agguerriti. Oggi bisogna dimostrare i motivi di una certa valutazione, altrimenti il Tar condanna. Non c'è poi presidente o commissario che non pensi con orrore di finire sui giornali, perché è noto come un solo diplomato mancato faccia notizia, immaginarsi due o tre nella stessa commissione.

Se dunque la percentuali dei diplomati si aggira sul 99 per cento, l'esame si restringe a una mera questione del voto finale. Un meccanismo colossale che in realtà inizia in terza superiore, che coinvolge 500mila studenti ogni anno, esaminati da oltre 12mila commissioni con relativi presidenti, in cui sono coinvolti più di 70mila docenti e una spesa complessiva valutata da una sito studentesco in circa 80 milioni di euro, per una sola questione di voto? Follia pura, visto che la vera selezione viene condotta dagli scrutini di ammissione che in genere si aggira sul 4,5 per cento annuo. Ma sono folli in Inghilterra, Irlanda, Spagna, Polonia e Germania? Certamente no. Oltralpe non fanno però sacrifici "umani" al valore legale del titolo di studio.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.