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SCUOLA/ Clil, all'esame di Stato si gioca "in casa". Ma in autunno…

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Nel frattempo i docenti saranno alla prese con il primo banco di prova del Clil, l'esame di Stato 2015, dove, se i presidenti di commissione saranno stati debitamente informati, la bomba Clil verrà disinnescata facilmente grazie alle norme appositamente introdotte per favorire la gradualità  dell'introduzione (elegante eufemismo per mascherare il mostruoso ritardo del Miur, incapace di attuare quella formazione che sarebbe stata necessaria per una riforma varata nel lontano 2003): solo il docente interno, in sostanza, può verificare quanto fatto in metodologia Clil, nella forma indicata nel Documento del consiglio di classe, e giocandosela sostanzialmente in casa.

Fatto poco? Non importa, il tetto minimo non è stato ufficialmente fissato. Fatto male, ad es. qualche lezione duplicata in lingua straniera, magari con un bel video, e spacciata come approfondimento? Non importa, la valutazione del percorso Clil è solo del docente interno, che non ha certo interesse né a sminuire il suo lavoro (che comunque, visto che in molti casi sarà stato lasciato alle sue sole risorse, gli è costata non poca fatica e lavoro) né i suoi stessi studenti, che certo non avranno tratto dal quella duplicazione indebitamente chiamata Clil alcun beneficio metodologico, contenutistico, cognitivo o linguistico.

Ne riparleremo dopo l'esame di Stato 2015, nella speranza di poter raccogliere anche testimonianze positive.

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